Intervista a Giulia Fornasier

Giulia Fornasier, 31 anni e un passato nell’ambito della moda. Da circa un anno, ha scoperto un’attitudine particolare per l’ambito del sociale che l’ha portata a iscriversi ai corsi per Assistente all’infanzia e ai disabili e a una full-immersion di seminari.
Oggi, ci racconta la sua storia appena iniziata e già tanto appassionata.

Ciao Giulia, con quale sogno ti sei iscritta a questi corsi?
Per alcuni anni ho fatto l’animatrice volontaria in un gruppo parrocchiale. È stata questa lunga esperienza a farmi sentire il bisogno, a un certo punto, di prendere in mano le redini della mia vita e a fare qualcosa di veramente utile per gli altri. Così, dopo la riduzione del personale nell’azienda in cui lavoravo, ho preso la “palla al balzo” e ho cercato un corso per adulti, nell’ambito del sociale, che mi permettesse di rimettermi in gioco in tempi rapidi.

«Dentro di me, ho sempre sentito l’amore per gli altri, la gioia del dare e del ricevere»

Che cosa ti appassiona di più nei corsi che stai frequentando?
I bambini, direi. Alla fine del percorso sarò un’Assistente all’infanzia che non è un’educatrice, ma potrò comunque stare accanto ai bambini e passare le mie giornate insieme a loro, cercando di farli sentire accolti e accettati. La passione per il corso di Assistenza ai disabili, invece, arriva da lontano, da un viaggio organizzato a 20 anni e da un incontro casuale sul lungomare durante l’estate.

«Nessuno trasmette tanta esuberante voglia di sorridere e di vivere come i ragazzi con disabilità. Dovremmo imparare molto da loro»

Quanto conta, per te, studiare nell’ambito del sociale?
Assolutamente tantissimo. Anche l’attitudine è ovviamente fondamentale, ma senza basi teoriche e pratiche non si può pretendere di fare qualcosa di buono per i bambini o per chi convive ogni giorno con qualche tipo di disabilità.

Parlaci dei seminari che hai seguito finora: che cosa ti hanno lasciato?
Da quando mi sono iscritta all’Istituto Cortivo, mi sono immersa anche in un vero e proprio concentrato di seminari. Per ora, ho frequentato «DanceAbility», «Fiabe e Fantasia» e «Imparare a Studiare». Si sono rivelati tutti estremamente costruttivi e mi hanno permesso di arricchirmi molto in prima persona. Non hanno sottolineato particolari competenze nozionistiche, ma hanno cercato di basarsi principalmente sulla conoscenza personale.

«Prima di imparare a far del bene agli altri bisogna volersene a se stessi»

Che cosa ti aspetti da questo percorso formativo?
So per certo di avere una predisposizione in questo ambito, il mio obiettivo è diventare uno strumento per gli altri, regalare più sorrisi possibili, più speranze, più opportunità.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
Vorrei tanto riuscire a lavorare con i bambini o con i disabili e, chissà, magari in futuro aprire una struttura mia. Sono però consapevole di dover prima concludere il mio percorso formativo, di fare esperienza, di imparare dagli altri. La strada è ancora lunga, ma la passione è forte.