Intervista a Giorgia Gioia

Giorgia Gioia ha appena concluso il tirocinio formativo alla Scuola Materna Onorato Morelli di Torino. Dopo sole due settimane, è stata inserita nell’equipe di lavoro come Assistente all’Infanzia e oggi ci racconta la sua esperienza.

Ciao Giorgia, questa è la tua prima esperienza di lavoro?
Prima di questo lavoro, facevo semplicemente la baby sitter perché, per me, lavorare con i bambini è sempre stato un grande sogno. Questa però è la mia prima vera occasione all’interno di un asilo. 


E sei stata assunta subito dopo il tirocinio, una bella soddisfazione…
Sì, praticamente ho cominciato subito dopo la fine del tirocinio e non pensavo che volessero farmi andare avanti. È stata una grandissima soddisfazione. Sapevo che apprezzavano le mie capacità e le mie competenze, ma non avrei mai pensato di trovare un’occasione così presto.

«Il lavoro all’asilo nido mi permette di portare avanti anche il mio precedente lavoro da baby-sitter. Non potevo chiedere di meglio» 


Quanto è stata importante, per te, le esperienze di tirocinio?
Per me è stata un’esperienza fondamentale e non solo perché mi ha permesso di entrare subito nel mondo del lavoro, ma anche proprio come esperienza formativa. Il tirocinio ha completato la mia preparazione e mi ha permesso di constatare anche il livello delle mie capacità.

«Senza questo tirocinio, e senza l’Istituto Cortivo, non sarei mai riuscita a trovare questo lavoro all’asilo»


Descrivici la tua giornata tipo
La mia giornata lavorativa è molto piena. Al mattino, sono all’asilo. Mi occupo dell’accoglienza, delle attività (adesso, per esempio, stiamo organizzando la recita di fine anno), del pranzo e della nanna. Dopo due ore di pausa inizio la mia attività di baby-sitting, a casa, con due piccolissime gemelline. 


Soprattutto in questo periodo, bisogna prestare molta attenzione a eventuali problematiche di apprendimento o di socializzazione nei bambini. Ti è mai capitato, finora, di affrontare questi argomenti con genitori e maestre?
Sì, mi è capitato all’asilo. Abbiamo riscontrato delle difficoltà su una bambina e, prima di riferirlo ai genitori, ne abbiamo parlato insieme a tutte l’equipe di lavoro. Solo in un secondo momento, e dopo un colloquio con la famiglia, siamo riusciti a far partire gli incontri con lo specialista. Questo è solo un esempio, ma potrei farne altri.

«Per lavorare con i bambini servono tanta pazienza, attenzione, capacità di osservazione e creatività. Stare con loro è letteralmente un lavoro a tempo pieno»