Intervista a Francesca Semeraro, assistente all’infanzia con attestato Cortivo

Torinese, trentatré anni, con alle spalle un percorso professionale particolarmente versatile, Francesca Semeraro lavora oggi nel bar di famiglia, ma il suo desiderio e progetto di vita è di tornare quanto prima a lavorare nel sociale, prospettiva resa possibile anche dall’Attestato conseguito con l’Istituto Cortivo di OSA per l’infanzia.

“Sono rientrata a Torino tre anni fa, dopo la morte di mio padre. In famiglia avevano bisogno di me e così ho dovuto lasciare il lavoro di OSS che avevo in Trentino. L’ho fatto volentieri, anche se là ho lasciato casa, abitudini, amici e interessi”.

Raccontaci tutto dall’inizio…

“Da ragazza ho frequentato il liceo artistico. Ho sempre disegnato, soprattutto ritratti. Ma è un talento che non ho mai pensato di trasformare in professione e, infatti, dopo il diploma e un paio d’anni d’impiego nell’attività di famiglia, mi sono arruolata nell’esercito. È stata un’esperienza formativa fondamentale, che mi ha fatto crescere e mi ha reso autonoma. Mi ha anche dato l’opportunità di conoscere Bolzano e il Trentino Alto Adige, una regione stupenda abitata da persone stupende, dove ho potuto confrontarmi con le problematiche legate a un’identità territoriale specifica, caratterizzata dall’uso della lingua tedesca e anche da un concetto diverso di italianità. Come soldato mi sono distinta e ho persino ricevuto degli elogi ma, purtroppo, non ho potuto proseguire la carriera militare, sbarrata da alcuni concorsi difficilissimi da superare”.

Quindi, lasciata la divisa, cosa hai fatto?

“Mi sono iscritta a un corso per diventare OSS e contemporaneamente all’Istituto Cortivo. Era il 2008. Ho seguito più strade per darmi più opportunità ma l’iscrizione al corso OSA per l’infanzia era frutto della mia esperienza di volontariato con AVO (Associazione Volontari Ospedalieri) svolta nella corsia del reparto di Neuropsichiatria infantile. Diventata OSS, ho trovato lavoro in una Residenza per Anziani e mi sono trasferita in Trentino. Professionalmente ho imparato molto e non pensavo di dover ricominciare daccapo. Comunque, tornata a Torino nel 2012, ho deciso di terminare la formazione con il Cortivo, cosa che ho fatto ottenendo il massimo dei voti”.

Sappiamo che il tirocinio è stato molto importante per te…

“Sì. L’ho svolto presso una comunità alloggio per ragazze minorenni gestita dall’Onlus Giuliano Accomazzi. Ho approfondito tematiche scottanti, legate al problema della violenza e dell’abuso su minori. Si trattava di adolescenti dai 13 ai 17 anni, alcune private della loro infanzia, con grosse difficoltà a rapportarsi con la propria identità e con l’autostima. Ad aiutarmi è stata la passione per il disegno: ho cominciato a fare qualche ritratto, questo le faceva sentire importanti e, mentre posavano, chiacchieravano, si aprivano e mi confidavano i loro piccoli segreti… Visti i risultati, ho pensato a un progetto che avesse nel disegno e nella ritrattistica il filo conduttore. È piaciuto molto e, se le cose andranno bene, tra poco avvierò un laboratorio presso la Casa delle Emozioni, un’iniziativa aperta a tutti, ragazzi e adulti, della Cooperativa Accomazzi, con centro d’ascolto e varie attività”.

Molto interessante… Altri progetti per il futuro?

“Mi piacerebbe gestire una struttura tutta mia. So che il Cortivo organizza corsi di Impresa Sociale e che supporta centri per l’infanzia con il marchio Cortivo Baby Planet. Per il momento ci sto solo pensando, ma la determinazione e la passione non mi mancano di certo…”.