INTERVISTA A ELVIRA ILARIO

Mi sono diplomata in ragioneria nel 2002 ma, come spesso succede, già nel corso degli ultimi anni delle superiori mi sono resa conto che non era quella la mia strada per la vita. Avevo maturato una coscienza sociale e ritenevo che il migliore futuro che potevo costruirmi era nell’ambito delle professioni che prevedono rapporti con le persone piuttosto che con registri, conti e rendiconti. Ragion per cui quell’estate, mentre mi stavo dibattendo nel dubbio se iscrivermi a psicologia, sociologia o scienze della comunicazione, mi è sembrato un segno del destino vedere su una rivista la pubblicità dell’Istituto Cortivo: professionista nel sociale, era proprio quello che volevo fare.

Così racconta Elvira Ilario, di Sperlonga in provincia di Latina, oggi impegnata con l’équipe nella gestione della casa famiglia La Casa con il Tetto Azzurro, dedicata a bambini e ragazzi.

Sì, oggi lavoro qui e mi trovo benissimo. Tutto grazie all’Istituto Cortivo. Dovete sapere che, alla fine del corso per Operatore Socio Assistenziale per infanzia, ho fatto il tirocinio proprio in questa struttura. Un po’ perché era a Fondi, non lontano da dove abito, ma soprattutto perché cercavo per questa mia prima esperienza pratica qualcosa di interessante e impegnativo: una casa famiglia era proprio ideale per la mia voglia di imparare e di mettermi alla prova. Per quasi quattro mesi ho dato tutta me stessa a questa esperienza. Lavoravo tutti i giorni, anche il sabato e la domenica, e il rapporto con i ragazzi e con gli altri operatori andava veramente benissimo. Bene al punto che, quando il tirocinio si è concluso, ho ricevuto non solo i complimenti dal mio supervisore ma anche un’offerta di lavoro con contratto a progetto di 120 ore mensili da parte dei responsabili. Ecco, questa è la mia storia. E l’Istituto Cortivo mi ha talmente convinto che mi sono già iscritta da un po’ al corso per Operatore Multiculturale. Sono avanti con gli esami e sto per iniziare il tirocinio…

Come ti trovi nella casa famiglia?

Bene, facciamo turni nelle 24 ore e seguiamo un massimo di dieci bambini e ragazzi che ci vengono inviati dal Tribunale dei Minori o dai Servizi Sociali. Abbiamo un servizio di pronta assistenza per bambini e ragazzi da 0 a 18 anni ma per l’accoglienza residenziale andiamo dai 4 ai 18 anni. Attualmente sono tutti di età compresa tra 5 e 15 anni. Da circa un anno seguo due fratellini Rom con i quali ho instaurato un rapporto davvero appagante. Hanno 5 e 10 anni, li ho anche accompagnati a Roma per incontrare i loro genitori: sono stati la molla che mi ha spinto a iscrivermi al corso per la multiculturalità

Sappiamo che nell’ottobre dello scorso anno sei venuta a Padova per seguire il Corso di Impresa Sociale organizzato dall’Istituto Cortivo a Villa Ottoboni. Hai qualche progetto in merito?

Vorrei mettere in piedi un’associazione specializzata nell’inserimento dei minorenni nella società attraverso iniziative che li impegnino nello sport, nel teatro, nel tempo libero. In un paese vicino al mio esiste già una realtà del genere ed è una bella situazione. Ecco, mi piacerebbe avviare qualcosa del genere… per il momento non c’è nulla di concreto ma la volontà sì, ed è già tanto.