Intervista a Eleonora Carburi

A settembre 2016, Eleonora Carburi, di Tarquinia in provincia di Viterbo, ha affrontato con successo il suo ultimo esame e, ora, si prepara alla consegna della tesi finale per specializzarsi nell’ambito dell’assistenza all’infanzia. Già professionalmente attiva come assistente al sostegno in scuole dell’infanzia ed elementari, Eleonora ci racconta perché ha scelto di lavorare nel sociale e quali sono i sogni per il futuro.

Ciao Eleonora, che cosa ti ha portata a scegliere l’ambito del sociale?
La mia famiglia è molto attiva nel settore: sia mia madre, sia mia sorella svolgono professioni affini alla mia. Sento una predisposizione caratteriale in quello che faccio e, ora, sono ancora più sicura di aver intrapreso la strada giusta.

Secondo te, quali sono le caratteristiche fondamentali per lavorare con i bambini?
In qualsiasi ambito del sociale, non solo in quello dell’assistenza all’infanzia, è fondamentale ricordarsi che si ha a che fare con persone tutte diverse tra loro. Di conseguenza, bisogna essere disposti ad ascoltare, capire e aiutare senza giudicare. La sensibilità è sicuramente una caratteristica imprescindibile, ma servono anche coraggio, forza e sicurezza.

«Ascoltare, capire e aiutare senza giudicare: le 3 caratteristiche per lavorare nel sociale»

Raccontaci di che cosa ti stai occupando in questo momento
Al momento svolgo un servizio di assistenza a una maestra di sostegno. Seguo quindi dei bambini che frequentano scuole dell’infanzia ed elementari. Posso ritenermi molto fortunata: il rapporto con le altre maestre è ottimo e, naturalmente, anche quello con i bambini.

Quali sono i tuoi sogni per il futuro?
Da piccola sognavo di diventare maestra. Poi, con il tempo e frequentando il corso per diventare Assistente all’infanzia dell’Istituto Cortivo, ho cambiato le mie prospettive e ho capito che il mio vero sogno è diventare una maestra di sostegno. Ora che ho le basi per realizzarlo, sento di potercela fare.

Quanto incide la tua vita professionale in quella personale?
Chi ha il sogno di lavorare nell’ambito del sociale ha inevitabilmente anche una predisposizione caratteriale per farlo. La vita professionale incide sicuramente anche in quella personale, in modo del tutto positivo. Ad esempio, a volte mi rendo conto che, con le mie nipoti, metto in atto una serie di comportamenti ormai automatizzati che ho acquisito studiando e lavorando.

«Per me, il mio lavoro non è un lavoro, è la mia passione, la mia realizzazione»

Che consigli daresti alla te stessa di 5 anni fa?
Studia, studia, studia. È molto importante arrivare alla pratica con una buona base teorica alle spalle. Il mio sogno di diventare maestra di sostegno non può prescindere da un percorso formativo ad hoc. Ora che l’Istituto Cortivo mi ha trasmesso le basi per lavorare nell’ambito del sociale, affronterò sicuramente tutti gli ulteriori approfondimenti da una prospettiva diversa e molto più matura.