INTERVISTA A DEBORA PANELLA

“Nel 2005 ho concluso gli studi superiori all’Istituto Tecnico per le Attività Sociali – racconta Debora Panella di Veroli in provincia di Frosinone – e subito dopo sono partita per un viaggio in Canada. La mia intenzione al rientro era di iscrivermi all’Università, Scienze dell’Educazione o Scienze Infermieristiche ma, quando sono arrivata a casa, mi sono resa conto che erano scaduti i termini per partecipare ai test d’ingresso e che quindi, per quell’anno, avevo perso l’occasione. Dopo il primo momento di sconforto mi sono messa: non puoi perdere così il tuo tempo, devi fare qualcos’altro!”

E cosa hai fatto?

“L’unica cosa di cui ero sicura era che mi sarebbe piaciuto percorrere una strada professionale nel sociale. Per questo, ho deciso di inviare la richiesta di informazioni all’Istituto Cortivo, del quale già da tempo avevo notato la pubblicità sulle riviste. Ed è stato così che, dopo l’incontro con l’informatore didattico, ho deciso di iscrivermi ai corsi di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia , per i disabili e la multiculturalità“.

Come ti sei trovata?

“Bene, le materie erano del tutto nuove per me, ma le ho trovate tutte stimolanti e interessanti. Se avevo qualche problema potevo recarmi alla sede didattica di Roma dove trovavo i professori sempre pronti a fornirmi spiegazioni e suggerimenti. Ho impiegato un po’ più di due anni per finire perché, nel frattempo, lavoravo anche in pizzeria per mantenermi, ma, nell’ottobre del 2009, ho finalmente ottenuto l’attestato”.

Dove hai svolto il tirocinio?

“A Torrice, un paese a cinque minuti d’auto dal mio, in un micronido ludoteca che si chiama Baby World. Accoglie una quindicina di frugoletti fra lattanti e bambini sino ai 3-4 anni, è aperto dalle otto della mattina alle otto di sera e pratica orari molto flessibili per venire incontro alle esigenze delle mamme. Era la mia prima esperienza a diretto contatto con l’infanzia, ma sono riuscita ad inserirmi presto e bene. Mi sono sentita subito ben accolta e, con l’aiuto delle altre operatrici, ho imparato in poco tempo tutto ciò che mi serviva per svolgere al meglio le varie mansioni”.

Una bella esperienza…

“Magnifica, direi, anche perché continua ancora adesso. Alla fine del tirocinio, infatti, la titolare mi ha chiesto se volevo rimanere a lavorare lì. Aveva bisogno di una persona in più, mi aveva conosciuto, aveva visto il mio impegno e avrebbe avuto piacere se avessi accettato…”.

E tu?

“Manco a dirlo, ho preso la palla al balzo, con gioia ed entusiasmo. Adesso faccio trenta ore la settimana e mi trovo benissimo; ormai conosco i bimbi, so come accoglierli e come comportarmi con loro, e ho conquistato la fiducia delle mamme. Nel lavoro ho molta autonomia, mi sento proprio a mio agio”.

Com’è la struttura?

“Piccola ma carina. Abbiamo la sala ninna, tanti giochi, uno spazio verde all’esterno e curiamo anche il servizio mensa, seguendo le tabelle dietetiche dell’ASL: è come una casa con tanti bimbetti…”.

Pensi di concludere anche il corso per i disabili?

“Lo sto concludendo. Mi manca il tirocinio. Penso che anche quella sarà un’esperienza positiva, mi aprirà altre prospettive su un mondo in cui c’è tanto bisogno di umanità e di aiuto. Poi, a settembre, vorrei anche iscrivermi a Scienze Infermieristiche”.

L’Istituto Cortivo ti ha potenziato il desiderio di formazione?

“Sì, è vero. Adesso mi sento molto più sicura e più pronta di quando volevo iscrivermi la prima volta all’Università; ho già molti elementi di varie materie in mano e non credo che avrò problemi con i test d’ingresso…”.

Adesso hai ventitré anni. Cosa vorresti fare da grande?

“Sono aperta a tutte le opportunità a patto che abbiano a che fare con l’assistenza ai più deboli. Programmi concreti non ne ho, ma se vogliamo parlare di sogni potrei aprire un asilo nido oppure una struttura per disabili, lavorare in ospedale o fare la volontaria in qualche Paese in difficoltà. A proposito, da poco ho adottato a distanza una bambina di Haiti: le mando un po’ di denaro, lei mi scrive e io le rispondo, è bellissimo… La mia più grande aspirazione è semplicemente essere utile”.