Intervista a Daniela Ferioli

Intervista a Daniela Ferioli

“Ho un diploma da analista contabile – spiega Daniela Ferioli di San Salvo in provincia di Chieti – e per anni, sino al matrimonio, ho lavorato a Bologna, la mia città natale. Poi ho aperto in Abruzzo un negozio di abbigliamento sportivo, ma, in fondo al cuore, avevo sempre il desiderio di essere utile agli altri, ai bambini soprattutto”.

E quindi?

“È stato quando meditavo di smetterla con il negozio che mi sono iscritta all’Istituto Cortivo. La crisi mi spingeva a chiudere bottega e a ripensare alla mia vita. Nel frattempo ho iniziato a dare una mano a mio marito lavorando part time nell’ufficio della sua impresa edile”.

Al mattino alle prese con i conti e il pomeriggio sui libri… Com’è andata?

“Benissimo. Studiavo nel tempo libero, mentre il sabato seguivo le lezioni presso la sede didattica di Pescara, dove ho trovato docenti capaci e sempre disponibili quando ne avevo bisogno. È stata l’occasione per scoprire materie affascinanti, che non conoscevo, come psicologia e psicopedagogia… È stato un momento della mia vita molto fertile, che mi ha portato a conseguire i tre attestati di OSA per l’Infanzia, la Disabilità e gli Anziani. Finalmente posso dire di avere tutti gli strumenti per mettermi alla prova nel campo dell’assistenza. Considero ottima la mia formazione e questo grazie all’Istituto Cortivo che, tra l’altro, organizza periodicamente seminari di aggiornamento particolarmente interessanti”.

Anche per te fondamentale è stato il tirocinio…

“Tre esperienze che mi hanno insegnato molto e, incredibile, in tutte tre le occasioni mi è stato poi proposto di rimanere!”.

Non chiamarla fortuna: probabilmente hanno riconosciuto le tue capacità e competenze.

“Credo che, oltre alla professionalità, abbia contato molto il mio desiderio autentico di essere utile alle persone con problemi, bambini, disabili o anziani che siano. Comunque ho scelto il campo dell’infanzia, per dare retta a quella voce del cuore che da sempre mi spinge a dare amore ai più piccoli e indifesi. Ho terminato il tirocinio alla Casa d’Accoglienza F.lli Genova-Rulli di Vasto con il groppo in gola: lasciavo bimbi ospiti nella casa perché provenienti da famiglie. Ho continuato a frequentarla come volontaria sino a quando le religiose che amorevolmente conducono la struttura mi hanno proposto un contratto a termine, ma rinnovabile”.

È un lavoro impegnativo?

“Mi occupo dei bambini tutti i pomeriggi mentre la mattina continuo a dare una mano a mio marito in ufficio. Ma la mia realizzazione umana e professionale è là con loro… Li aiuto a fare i compiti, a rendersi autonomi nella gestione dell’igiene personale e della casa, giochiamo assieme ma soprattutto li ascolto. E ascoltarli non è sempre facile: a volte raccontano cose che non vorremmo mai sentire ed è in quel momento che conta saper trovare il gesto o la parola giusta per consolarli e far loro capire che non sono soli, che qualcuno li ama e si preoccupa per le situazioni che vivono…”.

Qual è il rapporto con il resto dell’équipe?

“Ottimo. Nella struttura collaboro con la psicologa e con le religiose, di cui una è anche assistente sociale. L’obiettivo di noi tutte è garantire ai bambini un clima sereno e accogliente, dove possano trovare calore e stimoli per crescere bene. Sono molte le cose che proponiamo, dalla musica alla pittura sino alle attività motorie”.

Hai in mente altri progetti?

“Per ora sono felice di continuare a fare ciò che faccio, ma, con l’Istituto Cortivo, sto seguendo il corso di preparazione per diventare OSS. Non si sa mai, in futuro potrei dedicarmi anche ai disabili e agli anziani, persone con problematiche diverse ma comunque bisognose di un’assistenza in grado di garantire non solo prestazioni lavorative efficaci ma anche e soprattutto ascolto e vicinanza affettiva”.

E i tuoi bambini?

“Non li abbandonerei…Amo stare con loro!”.