Intervista a Cristina Rasera

Cristina Rasera, di Nervesa della Battaglia (TV), dopo una laurea in Scienze Motorie, ha scelto di iscriversi a uno dei nostri corsi per diventare Assistente all’Infanzia. A un passo dalla conclusione del percorso formativo, Cristina ci racconta la sua storia con i bambini, iniziata già qualche anno fa, e i cambiamenti generati dai nuovi studi.

Ciao Cristina, perché hai scelto di lavorare proprio con i bambini?
Lavoro con i bambini già da diversi anni, da quando nel 2002 ho ottenuto la laurea in Scienze Motorie. Ho scelto di occuparmi dei più piccoli perché mi trasmettono un incredibile entusiasmo per la vita.

«Con i bambini, tutto è una conquista, tutto è una scoperta e ogni giorno è sorprendente»

Come mai, dopo una laurea in Scienze Motorie, hai scelto il corso dell’Istituto Cortivo per diventare Assistente all’infanzia?
Ho notato che le competenze che avevo, nell’ambito dell’infanzia, non mi bastavano. Inoltre, in questo momento è molto difficile trovare delle scuole che offrano un percorso di attività motoria strutturato. Io mi ritengo fortunata perché nella scuola in cui lavoro le iniziative non mancano, ma non per tutti è così. Ho scelto di specializzarmi per avere delle opportunità in più, in futuro. Fatalità, da settembre 2016, la scuola mi ha chiesto di integrare le mie ore di docenza con altre ore di sostegno durante le quali prestare assistenza al dormitorio, in sala da pranzo e ai bambini che hanno delle difficoltà.

Che cambiamenti hai notato, nel tuo lavoro, da quando hai iniziato il corso?
Ora, anche grazie al ruolo aggiuntivo che mi è stato dato, il rapporto con i bambini è molto diverso e più profondo rispetto a prima. Anche se ero comunque un riferimento, ora sono presente la maggior parte del giorno e di conseguenza i bambini mi percepiscono come una figura importante, mi cercano, mi vengono incontro quando arrivo, mi chiedono conforto quando ne hanno bisogno.

Che cosa ami del tuo lavoro?
Il mio lavoro mi fa sentire appagata. Quando torno a casa, alla fine della giornata, sono felice, non sento la pesantezza del lavoro, anche se comunque il ruolo è impegnativo, e questo significa che ciò che sto facendo mi rende felice.

«Il rapporto con i bambini è splendido, sono loro che mi fanno stare bene»

Che cosa, invece, vorresti cambiare?
Sinceramente, non mi viene in mente nulla da cambiare. L’ambiente mi piace molto, è costruttivo, ho un bel rapporto con gli altri docenti e sono molto soddisfatta. Dove ti vedi tra 10 anni? Mi piacerebbe molto insegnare ancora nella scuola in cui insegno ora. In prospettiva, direi che mi piacerebbe lavorare anche con bambini che hanno difficoltà di apprendimento, seguirli nella socializzazione e aiutarli a trovare la loro dimensione a scuola.