INTERVISTA A CLAUDIA VITARIELLO

Dopo aver conseguito il diploma come Tecnico dei Servizi Sociali, Claudia Vitariello si è iscritta a un corso di formazione dell’Istituto Cortivo, ottenendo nel novembre del 2005 l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per infanzia.

Ed è stato proprio l’Istituto Cortivo a darmi l’occasione per iniziare l’esperienza professionale che tuttora porto avanti con grande soddisfazione. Galeotto è stato il tirocinio, che ho svolto presso un asilo nido privato, il Cavallino a Dondolo. Era una meraviglia e il destino ha voluto che, proprio nel momento in cui stavo concludendo l’esperienza di tirocinante, un’educatrice è andata via e la responsabile, che mi aveva vista al lavoro, mi chiese se ero disponibile a lavorare per loro. Figurarsi, ho detto subito di sì, non solo perché avevo l’occasione di stare con i bambini ma anche perché mi piaceva tantissimo quell’ambiente, aveva un’impostazione diversa dal solito nido e l’idea di continuare a svolgere la mia attività in un contesto così nuovo e vitalizzante mi entusiasmava.

In che senso questa realtà era diversa?

Segue un metodo del tutto innovativo per la zona in cui abito. So che a Milano ci sono degli asili come questo e so anche che nella zona di Reggio Emilia ce ne sono moltissimi, ma in Brianza siamo gli unici. Qui, infatti, non si usano assolutamente giochi elettronici o altre cose di quel genere ma invece materiali di recupero, piccole cose, palline e tubi, con le quali si fanno fare grandi cose ai bambini. C’è il cestino dei tesori dove i più piccoli trovano di tutto, un’infinità di materiali con cui possono fare esperienze sensoriali, con il tatto, con la vista, con la bocca, con tutto il corpo, e loro ci sguazzano, gli piace moltissimo e al tempo stesso trovano tantissimi stimoli al loro desiderio di esplorare e conoscere e alle loro potenzialità di creare, di giocare, di crescere.

E poi, cosa c’è al Cavallino a Dondolo?

Anzitutto devo dire che è una struttura bellissima, molto grande, luminosa, colorata e ben organizzata. E poi che tutto ciò che succede là dentro non nasce dal caso ma da un programma articolato in progetti. Quando inizia l’anno e i bambini si sono inseriti comincia da parte nostra un periodo di osservazione per capire quali iniziative possano essere le più adatte per i tre gruppi di età, quelli che hanno compiuto l’anno, quelli oltre i due e quelli dai tre anni in su. E poi si fa un progetto per ogni gruppo, che dura circa tre mesi. L’anno scorso, ad esempio, abbiamo dedicato un progetto alla scoperta delle carte.Abbiamo dato ai bambini carte di ogni genere, lisce, crespe, da imballo, ecc. e loro le sperimentavano in tutti i modi possibili, le toccavano, le rompevano, ci si avvolgevano, facevano scoppiare le bolle… A fine anno abbiamo realizzato un libro con le pagine in carte diverse e con le foto che ritraevano le loro attività. L’abbiamo consegnato ai bambini e ai genitori ed è stato un vero successo!

Una splendida idea…

È tutto splendido al Cavallino a Dondolo. In una stanza c’è la casetta, stupenda, con la piccola cucina, il telefono, la sala da pranzo con i giochi da tavolo, gli incastri, tutto a misura di bambino. Poi c’è l’atelier per i laboratori, la stanza delle pedane dove i più piccoli che ancora hanno difficoltà a camminare possono esercitarsi in tutta sicurezza e libertà, l’angolo del cucù, l’angolo morbido, l’angolo lettura e la cucina, dove la cuoca prepara cose buone, un menu diverso tutte le settimane. È stato l’Istituto Cortivo a farmi conoscere questo piccolo paradiso, e di questo non lo ringrazierò mai abbastanza.