Intervista a Boris Letizia

Fino a un anno e mezzo fa, Boris Letizia, di Sant’Agapito (Is), non immaginava di trovare la sua strada nell’ambito del sociale. Oggi, lavora nella Cooperativa Sociale Nuova Assistenza Onlus di Isernia, sogna di specializzarsi nell’assistenza di ragazzi con autismo e può dire con certezza di aver trovato se stesso.

Ciao Boris, quando hai capito che il tuo futuro doveva essere nell’ambito dell’assistenza?
Dopo la maturità, non sapevo bene che cosa volevo fare nella vita. Ho iniziato a lavorare qua e là, mi sono buttato a fare un po’ di tutto. A un certo punto, i miei genitori mi hanno consigliato il corso per Assistente all’infanzia dell’Istituto Cortivo. Ci ho pensato per un po’, mi sono documentato e guardandomi dentro ho capito che potevo avere un’inclinazione naturale. Pian piano, nel corso del tempo, mi sono reso conto che è proprio così.

«Il sociale, per me, è stato una bella scoperta e una grande sorpresa»

Perché hai scelto proprio il corso dell’Istituto Cortivo?
Sono sincero: mi sono buttato. Io non conoscevo questo Istituto, me l’hanno fatto conoscere i miei genitori. Parlando con la segreteria e con i docenti, ho trovato un programma ben articolato che metteva insieme teoria e pratica, che mi dava la possibilità di creare un piano di studi mirato, di avere un tutor a disposizione. Mi è piaciuto subito.

Che cosa fai, adesso?
Attualmente sto collaborando con la struttura in cui ho svolto il tirocinio formativo durante il corso dell’Istituto Cortivo: la Cooperativa Sociale Nuova Assistenza Onlus di Isernia. Da giugno fino ad agosto, la mattina sarò impegnato in un campo estivo, come l’anno scorso, con bambini dai 3 ai 12 anni, nella realizzazione di tantissime attività ludiche-ricreative e tecnico-relazionali.

E di pomeriggio che cosa fai?
Di pomeriggio seguo due progetti diversi che mi impegnano nell’assistenza di tre bambini minori e di due ragazzi disabili maggiorenni. È un lavoro che richiede molte energie fisiche e mentali, ma amo farlo, non mi pesa e non mi sveglio con il pensiero negativo di dover andare a lavorare, anzi. Sono molto felice del mio percorso e di aver trovato me stesso, le mie inclinazioni.

«Io non vado a lavorare, vado a fare qualcosa che mi piace»

Come hai conosciuto Nuova Assistenza Onlus?
Organizzando il mio tirocinio durante il corso dell’Istituto Cortivo. Me l’hanno consigliata alcuni conoscenti, ma per entrarci ho incontrato i responsabili e la direttrice pedagogica. Dopo il tirocinio mi sono meritato – come mi hanno detto loro stessi – il prolungamento della relazione lavorativa.

È stato difficile, per te, trovare lavoro?
Prima di conoscere l’Istituto Cortivo, sì. Trovare lavoro alla rinfusa è molto difficile. Dopo il corso, sono stato bravo e fortunato nel trovare una cooperativa di persone serie che hanno creduto in me. Ovviamente, la fortuna non basta: mi sono impegnato e sono stato ripagato.

Assistenti all’infanzia si nasce o si diventa?
Si nasce. E ne sono convintissimo. Per fare questo lavoro bisogna avere delle caratteristiche innate: empatia, sensibilità. Sono caratteristiche che non si possono né insegnare né apprendere.

Il tuo sogno nel cassetto?
A livello personale, vorrei tanto andare in Africa per rendermi conto di quel che accade realmente. A livello professionale, vorrei continuare a specializzarmi nell’assistenza per ragazzi con autismo.