Andrea Menin e la Cooperativa Sociale “Buona Giornata” di Lodi

Andrea Menin, legale rappresentante della Società Cooperativa Sociale “Buona Giornata” di Lodi, ci racconta le esperienze di tirocinio con gli studenti dell’Istituto Cortivo. La Cooperativa “Buona Giornata” si occupa di accoglienza residenziale di minori e di adulti. È nata nel 2006 come una Casa famiglia e, all’inizio, era una realtà molto piccola. Nel corso tempo, è cresciuta e ha aumentato i suoi servizi creando 3 nuove Comunità familiari che si rivolgono a mamme con bambini, a giovani e ad adulti.

Buongiorno Signor Menin, ci parli delle esperienze di tirocinio con gli studenti dell’Istituto Cortivo.
Finora, abbiamo accolto tirocinanti residenti in zona e iscritti all’Istituto Cortivo che hanno fatto il tirocinio a “La Mongolfiera”, una delle nostre comunità. In particolare, cito Paola Cataldo, con la specializzazione Infanzia, perché è attualmente una nostra dipendente. Dopo il tirocinio ha fatto diverse esperienze lavorative nell’ambito e ci siamo rincontrati a distanza di qualche anno. Ho sempre avuto un buon ricordo di Paola e quando l’ho rivista ho notato subito un tono professionale ancora più maturo, così le ho fatto una proposta di lavoro.

Rifarebbe l’esperienza?
Assolutamente sì, il fatto che Paola sia ancora qui parla da sé. Con tutti i tirocinanti che abbiamo ospitato è stato mantenuto un ottimo rapporto anche di amicizia personale, non avrei dubbi sul rifare o meno l’esperienza.

Che cosa ne pensa della preparazione dei nostri studenti?
La preparazione è più che adeguata al mondo del lavoro. Ma la caratteristica più importante che ho notato nei vostri tirocinanti è stata la grande motivazione, la forte passione nei confronti dell’aiuto alla persona. Inoltre, tutti hanno trovato, nell’Istituto Cortivo, un incoraggiamento in più per investire nella loro preparazione. Anche dal punto di vista umano, si sono rivelati perfetti per lavorare nell’ambito del sociale e questo non lo dico solo io, ma tutti i bambini e i ragazzi che hanno seguito.

Che consigli darebbe a un ragazzo che sta studiando per lavorare nell’ambito del sociale?
Io consiglio sempre di guardarsi dentro il più possibile e di chiedersi sinceramente se l’ambito scelto è quello giusto. La cura, l’aiuto e il rispetto delle fragilità umane devono essere qualcosa che stimola la propria crescita professionale, ma anche quella personale.

«Non si sceglie questa professione per arricchirsi in termini economici, ma per arricchirsi dal punto di vista umano»

Come vede il futuro dell’ambito sociale italiano?
In questo periodo le situazioni di disagio, purtroppo, sono aumentate anche in Italia. Per fortuna, però, c’è un’attenzione nuova e positiva in tutti gli ambiti dell’assistenza. Il mondo della scuola, ad esempio, è stato per anni molto attento sul piano della crescita cognitiva e di tutti quegli aspetti legati all’istruzione e al raggiungimento di un bagaglio nozionistico adeguato. Ora è più richiesta un’attenzione educativa alla persona, per via delle disabilità, dei bisogni educativi speciali e dei progetti formativi personalizzati per ogni ragazzo. Anche nelle Case di cura per anziani si è passati dal fornire un’assistenza sanitaria al proporre un accompagnamento psico-fisico ed emotivo alla vecchiaia.