Il corso

logo-acoiRiconosciuto da A.Co.I. (Associazione Coaching Italia), il corso proposto dall’Istituto Cortivo risponde alla richiesta crescente di Coach adeguatamente preparati in tre ambiti principali di intervento: personale, professionale, sportivo.

Durata del corso: 100 ore complessive (80 ore d’aula e 20 ore di esercitazioni pratiche).

Per accedere al corso è consigliabile aver conseguito il titolo di Scuola media superiore. Altri titoli verranno valutati dalla Direzione Didattica.

Al termine del Corso e al superamento dell’esame di verifica finale, il neo-Coach ottiene l’Iscrizione all’Elenco Interno dei Coach A.Co.I. e quindi un Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale dei Servizi.

Scarica qui il pdf della brochure di presentazione del corso di Coaching

 

Guarda un estratto della prima videolezione del corso:

  • clicca qui per la versione HTML5,  per Mac, iPad e iPhone;
  • qui per quella ottimizzata per PC Windows e dispositivi diversi che supportano mp4 (android, flash player, ecc.).

 

 

Il Coaching: che cos’è

È una professione che è nata negli Stati Uniti nella seconda metà degli anni ’70 e si è sviluppata poi gradualmente nel resto del mondo imponendosi in virtù della sua efficacia e del suo pragmatismo.

In Italia il Coaching rientra tra le professioni intellettuali non regolamentate ai sensi della Legge 14 gennaio 2013, n.4 (G.U. n.22 del 26.01.2013 – Disposizioni in materia di professioni non organizzate) che ha voluto inquadrare le professioni il cui esercizio non è vincolato al possesso di formazione specifica o di requisiti che non siano quelli stabiliti dal Codice Civile Italiano e/o da eventuali norme.

Essenzialmente il Coaching è una relazione di partnership paritaria tra il Coach e il suo cliente (Coachee) che definiscono insieme gli obiettivi personali o professionali del cliente e le strategie, le azioni e le procedure utili al loro raggiungimento.

La relazione di Coaching è quindi di tipo formativo e maieutico. Il Coach, cioè, guida il cliente a scoprire e valorizzare le proprie potenzialità, contribuendo a migliorarne l’autonomia progettuale e realizzativa con metodi, tecniche e strumenti concreti.

Obiettivi futuri, ordine temporale definito, chiarezza e trasparenza del rapporto contrattuale: il Coach parte dall’attenzione e dal rispetto nei confronti della persona per lavorare sempre all’insegna della concretezza.

 

Lavorare per obiettivi: il segreto del Coaching

Il lavoro del Coach nasce da una richiesta specifica del cliente, dai suoi obiettivi, dunque, dalla sua volontà/necessità di ottenere risultati o raggiungere traguardi ben delineati che saranno oggetto del rapporto contrattuale alla base della relazione di Coaching.

Il Coach “accompagna” il cliente

  • nello sviluppo di nuove conoscenze, competenze e abilità coerenti con gli ambiti applicativi desiderati
  • nell’individuazione di obiettivi personali, professionali, sportivi orientati al futuro che egli desidera
  • nel supporto strategico-operativo e nella messa a punto dei piani d’azioni funzionali al raggiungimento del risultato condiviso
  • nel sostegno relazionale e motivazionale nell’auto-realizzazione progettuale
  • nello sviluppo di consapevolezza e di conoscenze operative e organizzative legate agli ambiti d’interesse del cliente
  • nella consulenza per il superamento di problemi organizzativi, gestionali e operativi
  • nell’incremento della performance individuale (sviluppo del potenziale) negli ambiti personale, professionale e sportivo
  • nella semplificazione dei processi decisionali legati all’efficienza e all’organizzazione

 

Il Coaching: che cosa NON è

Il Coaching non ha niente a che vedere con attività di tipo psicologico o terapeutico: il Coach non si occupa infatti di disagi o di problemi legati alla salute fisica o psichica della persona; non ha un approccio psicodiagnostico e/o interpretativo. 

In generale la relazione di Coaching può essere attivata per il superamento di difficoltà strategiche, decisionali, operative quando non vi siano disagi invalidanti, disagi psicologici (anche lievi) o problemi di natura patologica.

Nel caso in cui il Coach fosse fatto oggetto di richieste che oltrepassino le sue conoscenze e competenze e/o vadano al di là dei campi di applicazione del Coaching, dovrà indirizzare il Cliente ai professionisti o agli specialisti in possesso delle adeguate conoscenze e competenze.

Nel Coaching non si usano strumenti diagnostici, conoscitivi e di intervento per la prevenzione e/o il miglioramento della salute, della gestione dello stress o della qualità della vita.

Il Coach, inoltre, non si occupa di abilitazione o riabilitazione, nonché di sostegno in ambito psicologico rivolto alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità.

Infatti: “Si precisa che l’attività professionale di un Coach non rientra tra quelle relative alla professione di psicologo ai sensi dell’art.1 della legge 18 febbraio 1989, n. 56. I Coach professionisti iscritti all’Associazione Coaching Italia si impegnano a non svolgere tali attività, salvo che siano dotati del relativo titolo professionale ed iscritti all’Ordine degli Psicologi. Le Scuole, gli Enti di Formazione e le Associazioni i cui corsi sono riconosciuti da A.Co.I. si impegnano a darne comunicazione ai propri Allievi e ad impartire loro insegnamenti confacenti ai programmi validati dall’Associazione Coaching Italia, astenendosi dall’impartire formazione, fornire informazioni, consegnare strumenti o materiale didattico, che possano generare confusione o sovrapposizione con l’attività professionale riservata agli psicologi.”