NASCE MARAMEO, CON MARCHIO CORTIVO BABY PLANET

Donatella Prudente, ex allieva dell’Istituto Cortivo, racconta del centro ludico ricreativo per bambini normodotati e disabili che ha appena aperto con successo a Cerignola (FG).

Mi sono diplomata in ragioneria ma il mio cuore è sempre stato rivolto ai bambini, soprattutto quelli disabili, in favore dei quali sin da ragazza ho fatto molta attività di volontariato. Mi sono sposata giovanissima, avevo ventidue anni, e per una decina d’ anni mi sono completamente dedicata alla famiglia, a mio marito e ai miei figli Giorgia e Francesco, che oggi hanno rispettivamente dieci anni compiuti e quasi sei. Quando Francesco ebbe tre anni e cominciò ad andare all’asilo, mi ritrovai con un po’ di tempo libero per pensare che altro mi sarebbe piaciuto fare nella vita. Prima volevo iscrivermi all’università ma la facoltà che avevo scelto era a Roma, troppo distante per tutti gli impegni che avevo. Poi, su una rivista, ho trovato la pubblicità dell’Istituto Cortivo ed è stato come un colpo di fulmine. Mi sono iscritta e in soli diciotto mesi mi sono guadagnata due attestati nelle specializzazioni che mi interessavano di più: infanzia e disabili.

E poi?

Durante il tirocinio che avevo svolto con bambini disabili in un ospedale, avevo partecipato assieme agli altri membri dell’équipe alla stesura di vari progetti dedicati appunto all’infanzia con disabilità. Erano bellissimi, ma per un motivo o per l’altro non ne fu accettato nemmeno uno. Le idee erano buone, però, e a un certo punto ho deciso di provarci da sola, ovvero non da sola ma con mia sorella gemella, laureata in Scienze Politiche ma anche lei da sempre con forti inclinazioni verso il sociale.

Qual era il vostro progetto?

Avevamo fatto una piccola indagine sul territorio di Cerignola, la città in cui viviamo, e ci eravamo rese conto del fatto che per i bambini con disabilità non c’era davvero nulla dal punto di vista ludico e ricreativo. Nelle ludoteche non erano accettati, nelle piscine e nei centri sportivi neanche, niente di niente. Per cui abbiamo pensato di creare un Centro Ludico Ricreativo dove bambini normodotati e disabili potessero trovare insieme accoglienza e iniziative su misura per le loro esigenze in un’ottica di massima integrazione.

Ed è andata?

Con tanto impegno anche da parte della mia famiglia, con tanta buona volontà e un po’ di fortuna ce l’abbiamo fatta. Abbiamo anche ottenuto un finanziamento di circa 20.000 euro da parte di Sviluppo Italia, un ente statale preposto a favorire l’imprenditoria giovanile al quale avevamo fatto domanda di contributo ancora a luglio 2007. La risposta positiva ci è giunta nel gennaio di quest’anno. A quel punto ci siamo rese conto che il dado era tratto, e siamo partite.

Avete trovato facilmente la struttura?

Dei nostri parenti avevano una struttura adatta, un ex centro sportivo che da un po’ era inutilizzato. L’abbiamo preso in affitto, ristrutturato, abbiamo installato bagni adatti a utenti disabili, abbiamo messo a norma gli accessi, l’abbiamo dipinto con colori vivacissimi e oggi possiamo accogliere i nostri bambini in due bellissimi e spaziosi saloni e in un ampio soppalco per una superficie totale di 280 metri quadrati.

Perché, avete già aperto?

È stata una corsa contro il tempo ma ce l’abbiamo fatta. Da gennaio a maggio abbiamo lavorato, messo a posto, arredato, rifinito, e dal 3 giugno siamo operativi. Ed è stato un grande successo. Siamo partite in quattro e oggi siamo in sette fra operatori e operatrici a gestire ben 70 bambini di cui una ventina disabili, autistici, Down, in carrozzina, con ritardi mentali. E la cosa più bella è che l’integrazione fra i normodotati e i disabili funziona, anzi, i normodotati più grandi proteggono i più piccoli e i più in difficoltà: vederli all’opera è una soddisfazione enorme, soprattutto in un contesto sociale come il nostro in cui il disabile viene spesso trascurato e respinto.

I genitori come hanno recepito la novità?

Per la maggior parte bene. Ce ne sono stati alcuni che hanno ritirato il bambino quando si sono resi conto che sarebbe stato assieme ai disabili, ma sono casi rari. Del resto noi lo diciamo chiaramente al momento dell’iscrizione che qui funziona così, è una nostra scelta e non ci rinunciamo, a nessun costo.

Brave, siete davvero un bell’esempio per tutti. Come si chiama la struttura, e che attività offrite?

Si chiama Marameo, è aperta dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 20. Sabato e domenica organizziamo su richiesta veglioncini e feste di compleanno. Il programma prevede sia al mattino che al pomeriggio quattro fasi: l’accoglienza, il gioco libero, la merenda e le attività: lunedì film, martedì musica, canto e balli di gruppo, mercoledì laboratori creativi, giovedì didattica multimediale e venerdì teatro, recite, poesie, marionette, ecc. Attualmente accogliamo solo bambini dai tre anni in su, ma dal prossimo settembre apriremo anche l’asilo nido, così copriremo l’arco di età previsto dal Progetto Cortivo Baby Planet, dai sei mesi ai quattordici anni.

Deduco dalle tue parole che Marameo fa parte delle strutture a marchio Cortivo Baby Planet…

Sì, da tempo conoscevo non solo la disponibilità umana ma anche la serietà, la professionalità e la grande propositività dell’Istituto Cortivo. Per questo non ho avuto alcun dubbio: dotare la nostra struttura del marchio Cortivo Baby Planet significa affermare la qualità del nostro operato con un segno di riconoscimento che è sinonimo di affidabilità a livello nazionale. Sono felice di esporlo assieme ai miei attestati. L’Istituto Cortivo qui è una presenza viva, ad iniziare dai numeri di Incontri sempre a disposizione dei visitatori in sala d’aspetto…