L’OPERATORE CHE SORRIDE

“Se sorrido ci vado” e dunque, visto che ho sorriso, ho fatto bene ad esserci andato… Si è sorriso, molto e di cuore, al seminario “L’operatore che sorride” organizzato dall’Istituto Cortivo dal 14 al 16 Ottobre 2011 a Monteortone (Pd) e riservato agli operatori sociali che intendono offrire con eccellenza il proprio dono ai loro assistiti. Allievi ed ex-allievi provenienti da tutte le regioni d’Italia hanno partecipato con grande entusiasmo alle giornate del corso, condividendo esperienze e voglia di sorridere.

La grazia, il garbo, il piacere, la gratitudine e il ben-essere sono state le parole del cuore che hanno punteggiato questi tre giorni di crescita personale e professionale.

Grazie all’alternanza di momenti di ascolto e di condivisione curati dalla presenza di Attilio Piazza, ad esperienze di gioco, di danza, di canto e di meditazione condotti da Susanna, Marco e Franco, i partecipanti al seminario hanno creato un luogo di trasmissione di esperienze e di accrescimento della consapevolezza.

I vissuti personali e professionali, le domande, i dubbi, le richieste e i talenti portati hanno dato forma al seminario, che partiva aperto come il cuore di cui voleva parlare ed è stato un evento unico grazie alla presenza insostituibile di ognuno.

Il sorriso che è apparso su molti visi e qualche lacrima di vera commozione al momento dei saluti finali di domenica sono stati i segni più visibili del ben-essere che in molti avranno sentito durante questi tre giorni, in cui ripetutamente si è sottolineata l’importanza dell’amore e del rispetto verso se stessi e la verità che ci abita.

Solo quando nasce l’esigenza di capire e di seguire la propria verità e il proprio cuore, l’equazione: “aiuto gli altri per aiutare me stesso” si trasforma in: “aiuto me stesso per aiutare gli altri”.

Solo quando mi occupo del mio vero sé onoro la mia verità, provo piacere per me stesso e per l’esistenza e vivo in gratitudine, muovendomi di entusiasmo in entusiasmo.

Solo quando mi amo, quando divengo quello che già sono, ma che a tratti dimentico, la mia sarà una presenza che potrà trasmettere agli altri anche senza volerlo fare, che avrà una qualità diversa di ascolto, di sguardo, di attenzione e di cura.

In quel momento potremo occuparci di qualcuno riconoscendo che ognuno ha una famiglia e un destino molto più grandi di noi a cui non possiamo sostituirci e avremo la libertà di dire: sono qui per aiutarti e darti sollievo e gioia, ma la tua vita e il tuo destino sono solo tuoi e ad essi io mi inchino.

Potremo educare liberamente, aiutando gli altri a scoprire ciò che sta loro a cuore.

Potremo co-creare il nostro mondo, rendendolo simile all’immagine che abbiamo nel cuore.

Usiamo intenzionalmente il futuro e non il condizionale: la possibilità di essere a contatto con la nostra verità e di vivere nel piacere di essa si rinnova in noi in ogni nostro respiro, sorriso, apertura, entusiasmo, commozione, in ogni nostro momento di grazia, di rispetto, di garbo e di gratitudine.

La nostra massima libertà è quando capiamo che non potevamo fare altrimenti se non sorridere.

E se sorrido ci vado…