INTERVISTA A RICCARDO BOSI – LA MOVIDA ONLUS

Associazione nata per valorizzare le componenti educative e pedagogiche del muoveri e del viaggiare come strumenti per favorire la capacità dei soggetti diversamente abili e in generale diversamente svantaggiati a riappropriarsi di spazi, tempi e modalità di gestione della propria espressività in maniera autonoma, consapevole, creativa e non consumistica, La Movida Onlus nasce nel 2003 dall’incontro fra due giovani milanesi, Riccardo Bosi e Riccardo Maria Rossi.

– ci conferma Riccardo Bosi, presidente dell’associazione – è stato un incontro davvero positivo. Venivamo da esperienze in qualche modo simili. Io con un diploma da perito elettrotecnico e lui laureato n Economia e Commercio, avevamo entrambi “tradito” il corso di studi per dedicarci al sociale. Io avevo conseguito il titolo di educatore professionale presso la Fondazione Don Gnocchi di Milano e stavo collaborando con i servizi territoriali impegnati nella prevenzione del disagio giovanile e nell’assistenza ai soggetti diversamente abili. Il mio omonimo, invece, era diventato istruttore di yoga, scriveva poesie e lavorava con persone diversamente abili che, lo affermava lui stesso, gli avevano aperto gli occhi. Ci siamo conosciuti nel momento in cui stavo investendo su un nuovo progetto che volevo fosse frutto delle mie mani e della mia testa. Lui l’ha colto subito come una nuova sfida, una bella avventura per entrare in azione divertendosi. Così abbiamo fondato La Movida“.

Che da allora è cresciuta…

Per prima cosa abbiamo cercato di creare intorno a noi un team di lavoro il più eterogeneo possibile che fosse però anche coeso e legato da un unico filo conduttore. A questo fine ci siamo circondati di altre professionalità, psicopedagogisti, insegnanti di sostegno, tecnici turistici, giornalisti, ecc., ognuna pronta a mettere a disposizione il suo patrimonio di attitudini e capacità. Ci siamo inoltre attivati nella costante ricerca di interazioni dinamiche con singoli, gruppi ed Enti che ci hanno consentito di estendere e puntualizzare il nostro raggio di intervento. Oggi, infatti, ci occupiamo soprattutto di turismo sociale accessibile ma anche di tempo libero e attività sul territorio con progetti educativi e supporti individuali nonché di consulenze psico-educative e counselling con la promozione di progetti integrati a sostegno di persone e nuclei familiari in difficoltà e infine di scuola, fornendo un servizio di sostegno alla relazione genitori-figli-scuola“.

Ma il vostro settore privilegiato rimane quello dei viaggi…

Certo, rimanendo sempre ben inteso che non siamo l’agenzia di viaggi con i pacchetti preconfezionati. Noi personalizziamo gli interventi concentrandoci non su ciò che la persona non può fare, bensì su tutto ciò che può fare, valorizzando le sue abilità e quindi la sua esistenza. Il nostro punto di partenza è il significato e l’investimento educativo attribuibili al concetto di tempo libero e di viaggio/vacanza intesi come opportunità di crescita, come momento formativo particolarmente efficace perché esperito dal soggetto in un contesto inusuale e piacevole, più stimolante e al tempo stesso protetto. In quest’ottica il “setting” della vacanza e del viaggio assume forti connotati educativi e diventa un contenitore spazio-temporale in cui tutti, operatori compresi, riversano e producono nuove energie e spesso inaspettate risorse personali. Ecco quindi che il viaggio diventa anche un viaggio alla scoperta di nuovi aspetti del sé: mobilità, indipendenza e distacco da una routine che alle volte impedisce cambiamenti ed evoluzioni. Tutto ciò attraverso una progettualità che contempla e valorizza il prima e il dopo, il viaggio come micro-progetto educativo da incastonare nel macro-progetto sulla persona, in collaborazione con le équipe educative e le famiglie che costituiscono la rete di sostegno del soggetto“.

Avete delle mete preferite?

Siamo specializzati nei tour in Spagna. È una realtà, quella spagnola, molto dinamica, con la quale è possibile intrecciare dei rapporti estremamente fertili. Come tanti italiani siamo innamorati della Spagna e abbiamo investito molte energie in un progetto di collaborazione e interscambio con alcune realtà non profit spagnole finalizzate ad aggiungere all’outgoing un’attività di incoming per accogliere in Italia ragazzi disabili di quel Paese. Un’altra zona slla quale puntiamo moltissimo è il Meridione d’Italia e in particolare il Salento. Qui abbiamo un progetto ambizioso che contiamo di realizzare entro la prossima estate: concludere i lavori di ristrutturazione di una bellissima casa a Porto Cesareo e quindi rendere accessibile la splendida penisola salentina alle persone diversamente abili. Intendiamo inoltre mettere la struttura a disposizione anche di altre associazioni che desiderano far conoscere ai propri assistiti le bellezze culturali e ambientali di questa magnifica area della Puglia“.

Abbiamo letto sul vostro sito www.lamovida.altervista.org che offrite anche il Progetto Sollievo. Di cosa si tratta?

In collaborazione con l’AIAS, interveniamo sulla fatica quotidiana delle famiglie impegnate ad assistere soggetti spastici. In pratica organizziamo delle mini esperienze di viaggio nell’area milanese con partenza il sabato mattine e rientro la domenica sera: gite, grigliate, giri in barca a vela e quant’altro che si rivelano estremamente utili sia per i disabili sia per le famiglie che possono disporre di due giornate libere da impegni di assistenza“.

Per seguire tutte queste attività avrete bisogno di molto personale. Da qui il vostro rapporto con l’Istituto Cortivo?

Certo, da quando siamo partiti siamo in contatto con l’Istituto Cortivo per la segnalazione di nominativi di corsisti idonei a far parte dei nostri team di assistenza. E devo dire che ogni anno il numero di quelli che impieghiamo aumenta. È una collaborazione davvero preziosa e ormai verificata. Sappiamo che i segnalati Cortivo sono in grado di fornire dedizione e specializzazione, e per noi è una sicurezza che conta“.