INTERVISTA A GINO PROIETTI – ASSOCIAZIONE ASIA CHILDREN

Laureato in sociologia tre anni fa presso l’Università romana La Sapienza, il dott. Gino Proietti è oggi impegnato a portare nel suo territorio di residenza, a sud della Capitale, un progetto che ha una lunga storia: Compagno Adulto.

Quando ero ancora studente avevo già lavorato come assistente domiciliare per ragazzi portatori di handicap. Poi, dopo la laurea, ho iniziato a collaborare come operatore appunto nel progetto Compagno Adulto, attivato negli anni ’80 dal servizio di Neuropsichiatria della Sapienza in collaborazione con Psicologia. Si tratta di un servizio di accompagnamento per adolescenti disabili gestito però non solo in termini di pura assistenza ma anche con scopi scientifici. Prevede infatti la stesura di un protocollo valutativo del soggetto e la redazione i un progetto individualizzato con gli obiettivi educativi sulla base dei quali viene svolto il lavoro, controllato da periodici screening e portato avanti sino a determinare in concreto le reali possibilità di integrazione sociale del soggetto stesso“.

E adesso lei vuole portare questo progetto nell’area dove vive?

Sì, restando sempre connesso al progetto madre, sto attivando la stessa iniziativa ma in forma privata nel territorio grosso modo compreso fra Anzio, Nettuno, Torvaianica e Lavinio, dove servizi di questo genere sono del tutto assenti. Per partire con il piede giusto ho costituito un’associazione, la Asia Children, nella quale ho coinvolto una serie di specialisti per la stesura del progetto educativo, dal neuropsichiatra infantile a psicologi, sociologi, assistenti sociali, pedagogisti ed educatori“.

Quando conta di iniziare?

Spero proprio di riuscire a rendere operativa la struttura dal gennaio del 2007. In questi giorni stiamo soprattutto cercando gli operatori necessari alla migliore gestione dell’intervento sul territorio. Anzi, a questo proposito, vorrei cogliere l’occasione per invitare gli operatori socio assistenziali formati dall’Istituto Cortivo a farsi avanti per collaborare con me alla miglior riuscita dell’impresa. Il lavoro consisterà nel favorire al massimo il processo di autonomia del ragazzo disabile secondo le finalità individuate dal progetto educativo: per alcuni si tratterà di migliorare le abilità individuali come mangiare, vestirsi, lavarsi, ecc., per altri quelle sociali come attraversare la strada, prendere un mezzo pubblico, acquistare in un negozio, ecc., per altri ancora quelle sportive e così via, caso per caso, procedendo fra umanità e scientificità, sino al conseguimento degli obiettivi prefissati“.