Intervista a Ilaria Vannucci: la strada del benessere, dalla medicina tradizionale cinese al Counseling

FOTO VANNUCCI

Attualmente impegnata nel tirocinio finale del corso di counseling, Ilaria Vannucci continua a percorrere una sua particolare traiettoria che, partita dallo Yoga, dal Qi Gong e dal Tai Chi, sta oggi aprendo nuove prospettive nella gestione aziendale delle risorse umane.

“Mi sono diplomata al liceo classico – ricorda Ilaria Vannucci di Prato – ma poi non ho proseguito con gli studi universitari. Ho preferito invece inserirmi dal punto di vista lavorativo nell’attività commerciale di famiglia e, nel tempo libero, continuare a coltivare i miei veri interessi”.

Quali?

“Da anni ero impegnata in un’approfondita ricerca sulle diverse espressioni delle culture orientali rivolgendo particolare attenzione allo Yoga, che ho praticato sin da giovanissima, nonché a discipline come il Qi Gong, il Tai Ji Quan e il Kung fu. Poi ho studiato Medicina tradizionale Cinese e Metafisica Cinese per avere una visione più completa e approfondita di queste discipline che consentono di raggiungere e mantenere uno stato di salute e benessere, fisico e psicologico”.

Un mondo affascinante…

“Sì, mi prendeva sempre di più. Nel tempo le mie conoscenze e competenze crescevano e ho iniziato anche a insegnare sia il Qigong che il Taiji stile Chen,attività che svolgo tuttora a Prato sotto la guida del Maestro Gianfranco Pace della scuola ITKA di Catania. Sino a quando, un paio d’anni fa ho capito che la vita mi aveva parlato più volte chiaramente: continuare a lavorare con i miei o lanciarmi definitivamente nell’avventura professionale in solitaria cercando di fare davvero quello che sentivo essere la mia vocazione”.

E hai scelto la seconda!

“Alla fine ho deciso di dedicarmi a ciò che mi piaceva di più, conscia però del fatto che, se volevo partire con il piede giusto, dovevo prepararmi al meglio. Così, oltre a continuare il perfezionamento delle tecniche orientali sotto la guida di un bravo maestro, ho cercato una possibilità di ulteriore formazione e l’ho trovata in internet”.

Con l’Istituto Cortivo?

“Certo, mi ha colpito subito per la serietà e la completezza della presentazione e mi sono iscritta al corso di counseling. Avevo bisogno di trovare il modo per unire le mie competenze al servizio delle persone fondendo le antichissime radici delle discipline orientali che si basano soprattutto sulla costanza e sulla disciplina e che mettono la mente al servizio del corpo, con un metodo più moderno. E in effetti in questi due anni di corso ho imparato tanto, ho scoperto molte cose di me stessa compresa una certa indole artistica, iniziando ad affidarmi sempre più spesso alle mie sensazioni e intuizioni e ho messo a punto un metodo che sento più mio per approcciare, relazionarmi, stimolare e aiutare gli altri. Ne sono davvero felice: mentre prima per raggiungere salute e benessere potevo offrire solo un percorso fatto di lavoro e fatica, oggi ho a disposizione molte altre frecce al mio arco, e i risultati sono davvero positivi”.

Stai concludendo il corso: hai già deciso cosa farai dopo?

“Sto svolgendo il tirocinio finale per specializzarmi in counseling aziendale. Lo sto facendo in due importanti aziende pratesi che mi hanno accolto con curiosità, interessate a capire come si possa leggere il sistema azienda guardando non solo alle performance produttive ed economiche ma anche alle risorse umane e alle relazioni che intercorrono fra le persone coinvolte a vario titolo nell’impresa. Nel futuro mi piacerebbe portare queste esperienze nelle aziende più piccole, che nell’area pratese sono perlopiù di stampo familiare: sono certa che fare il counselor in un contesto in cui ruoli lavorativi e ruoli familiari sono strettamente intrecciati sia una sfida difficile ma senz’altro ricca di grandi soddisfazioni. Comunque intendo farmi stupire giorno giorno dalle possibilità che la vita offre quando ti sintonizzi sul suo flusso”.