Intervista a Francesca Zangrandi

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“Il primo anno del corso di Counseling l’ho vissuto a livello mentale: capivo i concetti ma non mi appartenevano a livello più profondo. Poi, al secondo anno, dopo aver compreso alcune dinamiche sulla mia famiglia, è cambiato tutto, full immersion, brividi, emozioni, contatti di energia con gli altri, una vera meraviglia”.

Francesca Zangrandi di Merano in provincia di Bolzano racconta così la sua esperienza al Cortivo, ma come ci è arrivata? Ce lo spiega lei stessa…

“Dopo il diploma al liceo socio-psicopedagogico ho tentato di continuare gli studi universitari a Verona, iscrivendomi a Scienze dell’Educazione, ma dopo un anno, quando ho capito che non era una situazione adatta a me, mi sono ritirata. Poi ho cominciato a darmi da fare come volontaria, nell’Associazione La Strada, in un centro giovani, e poi nell’Associazione Jugendienst, specializzata in attività di recupero del disagio minorile. Qui mi sono occupata di Streetwork, ovvero una serie di iniziative di mediazione e accompagnamento che si svolgono per lo più nei luoghi di raduno dei giovani. Così, nei pomeriggi feriali e nelle notti dei weekend, avvicinavo i ragazzi per ascoltare le loro storie e i loro problemi. Seguivo casi singoli e proponevo loro soluzioni attraverso i servizi sociali e le associazioni del territorio. Da questo tipo di intervento, sempre per la stessa Associazione con la quale un anno e mezzo fa ho avviato un vero e proprio rapporto di lavoro, sono poi passata al Work Up”.

Di cosa si tratta?

“È un programma dedicato a ragazzi dai 14 ai 25 anni con vari generi di difficoltà, dalla mancanza di lavoro sino alle patologie psichiatriche. Li accogliamo tutte le mattine per far loro fare qualche lavoro utile. A fine settimana ricevono un po’ di denaro, un compenso che li fa sentire più sicuri e più autonomi, più capaci di affrontare la vita a testa alta”.

Perché hai deciso di iscriverti al corso di Counseling dell’Istituto Cortivo?

“Il mio sogno è sempre stato quello di essere capace di attivare scambi individuali con le altre persone e ho individuato nel Counseling un’eccellente opportunità, una possibilità di lavoro interiore con la prospettiva che lo stare bene con me stessa mi avrebbe fatto stare meglio con gli altri”.

E hai trovato ciò che cercavi?

“Sì, è stato bellissimo, è un’esperienza che ti rivolta dentro, ti completa. Oggi che sto concludendo il corso posso dire di essere un’altra persona in confronto a quella che ero solo un paio d’anni fa. È stato tutto un susseguirsi di momenti importanti, dalle prime difficoltà dovute alla mia timidezza alle fantastiche scoperte che mano a mano mi hanno trasformata e arricchita. Ho già fatto anche il tirocinio, davvero tosto, in una Comunità per minorenni dove ho conosciuto ragazzi stupendi dai 7 ai 17 anni: rapporti profondi dei quali ricordo soprattutto quello con una ragazzina che mi ha davvero conquistata…”.

Cosa vedi nel tuo domani?

“Penso di continuare a lavorare nella Jugendienst e poi chissà… Comunque ho già iniziato a frequentare una scuola per diventare Costellatrice e intendo inoltre fare al più presto un corso di elaborazione del trauma. Poi vedremo… come dice il nostro insegnante del corso di Counseling: “L’universo ha più fantasia di noi”, e io aggiungerei: “…e io sono al suo servizio”.