Intervista a Caterina Federico

Osa disabili

Prima il volontariato e poi il lavoro: questo il percorso professionale di Caterina Federico, sociologa calabrese di San Marco Argentano in provincia di Cosenza e iscritta al Cortivo.

“Mi sono laureata nel 2003 in Scienze Politiche a indirizzo sociale, un settore fortemente in espansione all’epoca. In seguito alla laurea ho deciso di dedicarmi al volontariato: dopo l’approccio tutto teorico alle tematiche sociali desideravo conoscere da vicino la realtà e le sue problematiche più urgenti e così ho scelto di fare pratica impegnandomi sul territorio in cui vivo. Avevo già fatto la volontaria in parrocchia ed è stato proprio in quell’ambito che ho coltivato la mia passione sino a farla diventare un progetto di vita. La svolta è stato l’incontro con l’Associazione FaDiA, gestita da famiglie con persone diversamente abili, il cui obiettivo era soprattutto la promozione di iniziative a favore della disabilità. Cercavano un esperto del settore, una figura capace di dedicarsi alla progettualità”.

Un incontro molto positivo…

“Dopo un periodo di volontariato sono entrata a far parte dell’organico e oggi lavoro come coordinatrice di un centro di recente apertura che svolge attività educative. Mi occupo di coordinare gli interventi dei volontari e degli operatori ma curo anche il rapporto con le famiglie e le istituzioni con cui collaboriamo”.

Un bel lavoro il tuo!

“Ci sono arrivata piano piano, dopo anni durante i quali ho continuato a tenermi aggiornata frequentando seminari e convegni, soprattutto dedicandomi alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica e alla promozione del volontariato consapevole”.

Perché hai sentito la necessità di iscriverti all’Istituto Cortivo?

“È bene fare una premessa: l’Associazione aveva già accolto vari tirocinanti del Cortivo ricavandone sempre un’ottima impressione. Ho deciso di iscrivermi perché il nostro centro socio-educativo è in fase di accreditamento da parte della Regione, fatto che rende necessaria l’acquisizione di attestati che garantiscano figure chiaramente inquadrabili. Io sono una sociologa ma l’attestato di OSA per la disabilità è un credito in più che all’Associazione può tornare utile. Comunque non mi sono iscritta solo per questo…”.

Ovvero?

“Con FaDiA collabora anche una vostra ex allieva, Silvia Falbo. È stata lei a parlarmi bene della sua formazione con voi. Iscrivermi è stata un’ottima decisione: ho potuto aggiornarmi, approfondire alcuni aspetti educativo-assistenziali e ripetere l’esperienza degli esami, con un po’ d’ansia, certo, ma anche con soddisfazione. Mi sono piaciuti i docenti, il loro è un approccio particolare, che fa dell’esame un momento di riflessione e approfondimento, molto gratificante. Mi sono sentita pienamente valutata”.

Ci puoi dire qualcosa di più del Centro socio-educativo che coordini?

“La struttura ci è stata data in concessione dal Comune e offre vari laboratori, da quelli più creativi di pittura, riciclo e decorazione ai laboratori teatrali, linguistici e cognitivi. L’obiettivo è creare percorsi finalizzati a mantenere le capacità residue ma anche migliorare il livello di autonomia e capacità come ad esempio il muoversi autonomamente in paese. Per ora il progetto coinvolge venticinque ragazzi, cinque operatori, due tecnici e due operatori socio-assistenziali”.

Altre iniziative per il futuro?

“Vorremmo almeno dare continuità e solidità a ciò che stiamo facendo. È proprio per questo che ci serve l’accreditamento regionale. Abbiamo bisogno di progetti a lungo termine. Abbiamo notato dei progressi nei ragazzi che stanno frequentando il centro, vorremmo che non venissero vanificati. Anzi, il nostro desiderio è di mantenerli e migliorarli ancora”.