INTERVISTA AD ELISA FERRARO

Sto facendo un giro in bicicletta, mi rilassa molto e mi aiuta ad affrontare meglio il lavoro. Questa notte sono di turno…

Dal cellulare di Elisa Ferraro, ventinovenne di Roccavignale in provincia di Savona con attestato di Operatore Socio Assistenziale per disabili ottenuto presso l’Istituto Cortivo nel 2001, la voce mi giunge un po’ affannata. Le chiedo se preferisce essere richiamata in un altro momento…

No, no, possiamo parlare tranquillamente, mi perdoni il fiatone ma sono più che pronta a risponderle.

Allora intanto inizia a raccontarmi di te, della tua vita, del tuo rapporto con l’Istituto Cortivo e del lavoro che stai facendo. Poi, man mano, ti farò delle domande più specifiche.

Beh, potrei cominciare dal momento in cui, alla fine degli studi superiori, mi sono ritrovata in mano un diploma di tecnico di gestione aziendale del quale davvero non sapevo che fare. Avevo scelto questo corso di studi da ragazzina, così, senza pensare a fondo cosa mi sarebbe piaciuto fare nella vita. E in effetti trovarmi a dover gestire la contabilità di un’azienda non era proprio la cosa che in quel momento stava in cima ai miei desideri. In realtà la mia vocazione era verso il sociale, mi piaceva l’idea di aiutare chi ha bisogno. Dai 14 ai 19 anni avevo fatto la volontaria in un centro per malati di distrofia muscolare e mi sentivo molto gratificata da questa attività. Ero in cerca di un orientamento, di una strada concreta che mi portasse lontano dalle scartoffie e mi mettesse a contatto con le persone. È stato così che ho incontrato l’Istituto Cortivo: era lo stimolo che cercavo, e nella giusta direzione, questa volta. Mi sono iscritta con vero entusiasmo e, in tempi brevi, ho concluso la specializzazione per disabili. È stata come una scossa, molto positiva per me. L’anno successivo, infatti, il 2002 per la precisione, il desiderio di saperne di più sulla materia e di crescere professionalmente mi portò ad iscrivermi all’Università di Genova al corso di laurea in Scienze dell’Educazione, che ho concluso nel 2005. Quindi oltre che Operatore Socio Assistenziale oggi sono anche educatrice professionale…

Brava, bravissima, ma oltra a studiare hai affrontato anche il mondo del lavoro?

Certo, sin dal 1999 ho sempre lavorato, e sempre nell’ambito del sociale, all’Anfass, presso vari centri diurni e in diverse comunità… Poi, nel 2003, sono stata assunta dalla Cooperativa Sociale Il Faggio per lavorare nella comunità per pazienti psichiatrici dove sono tuttora e dove fra poco più di un’ora prendo servizio sino a domattina.

Come ti trovi?

Bene, se non fosse per gli orari. Da cinque anni mi è difficile avere una vita normale, sempre impegnata in momenti diversi della giornata, le notti, il sabato, la domenica. Per il resto fare l’educatrice mi piace. Mi occupo della cura delle persone, ognuna ha un proprio progetto personalizzato a seconda del grado di autonomia. Seguo le attività di ippoterapia, piscina e arteterapia, li accompagno al lavoro in un laboratorio di assemblaggio. Alle volte, con i più autonomi, organizziamo uscite sportive, si va a sciare, a fare vela ed escursioni. È un lavoro che ha le sue difficoltà ma anche le sue belle soddisfazioni. Se gli orari fossero più normali, non cercherei altro…

Perché, stai cercando altro?

Potessi trovare qualcosa di più regolare, senza notti e week end impegnati, cambierei volentieri. Mi sto dando da fare per trovare qualche alternativa. Ho anche partecipato recentemente a tre eventi organizzati dall’Istituto Cortivo, due seminari di aggiornamento e un corsi di Impresa Sociale, chissà che non ne esca qualcosa di buono…

Per cui sei ancora in contatto con l’Istituto Cortivo?

Certo, per me l’Istituto Cortivo è sempre rimasto un punto di riferimento, anzi, è sempre più affidabile, efficiente e ben organizzato. Per esempio l’estate scorsa, senza che avessi fatto alcuna richiesta, mi è arrivata una proposta di lavoro veicolata dall’Istituto Cortivo. Non ho colto l’occasione, ma l’episodio è un ottimo esempio del fatto che l’Istituto Cortivo non si scorda mai dei suoi allievi come noi non ci scordiamo di lui. Tutte le volte che sono andata a Padova sono rimasta davvero stupita: tutto è semplicemente perfetto, la qualità dei seminari eccellente, si incontrano altre persone attive in altri settori, con altre tipologie di utenti, in altre zone d’Italia; sono momenti preziosi, di formazione e di informazione.

Visto che hai frequentato un corso di Impresa Sociale, hai mai pensato di aprire una tua situazione di assistenza?

In effetti il pensiero c’è, molto embrionale ma c’è. Siamo in due amiche, abbiamo entrambe esperienza con l’handicap, e ci piacerebbe aprire un centro diurno per disabili. Non ci sono servizi di questo tipo in zona e chi ne ha bisogno deve fare almeno trenta chilometri sino a Savona. A giorni dovremmo incontrarci con l’assistente sociale per parlare proprio di questo. Sarei entusiasta di riuscirci, ho pochi contatti a livello istituzionale, ma so che posson sempre contare sull’appoggio dell’Istituto Cortivo, e non è poco…