INTERVISTA AD ANGELICA ROVEDI

"Ho sempre lavorato nel campo del privato sociale. Per anni ho fatto la baby sitter e mi sono occupata di assistenza agli anziani", racconta Angelica Rovedi, oggi Operatore Socio Assistenziale per disabili presso la Cooperativa Solidarietà di Cerveteri in provincia di Roma, di cui da qualche mese è diventata socia. "Ho deciso di conseguire l’attestato con l’Istituto Cortivo perché sentivo il bisogno di una vera formazione. Un’amica mi aveva parlato della Cooperativa Solidarietà: sin da subito mi è sembrata una bella realtà. Mi avevano detto che cercavano persone come me, esperte, soprattutto motivate… Mi mancava però un titolo e così ho deciso di iscrivermi all’Istituto Cortivo."

Come è andata?

"Piuttosto bene. Ho studiato materie importanti per il mio lavoro. Sono stata seguita con attenzione e i miei tutor mi hanno sempre assicutato il sostegno di cui avevo bisogno, anche per telefono. Ho imparato tanto sulla disabilità, molto delle cose che ho studiato nella teoria erano esattamente le stesse che da anni affrontavo quotidianamente nel mio lavoro."

Dove hai svolto il tirocinio?

"Beh, visto che la Cooperativa Solidarietà mi aveva fatto una buona impressione, ho chiesto che mi accogliessero come tirocinante. Non si sono tirati indietro, evidentemente già nei precedenti colloqui mi avevano ritenuto all’altezza della situazione."

È andato tutto bene?

"Più che bene. Sono stati così ben impressionati dalle mie capacità e dalla mia preparazione che mi hanno chiesto subito di collaborare con loro. I primi tempi come operatrice temporanea, poi mi hanno chiesto di diventare socia. Inizialmente ero titubante… Sono stati i colleghi a incoraggiarmi: mi hanno spiegato che una simile proposta veniva fatta solo ad operatori capaci e affidabili. Oggi sono orgogliosa di essere diventata socia, lo considero come un riconoscimento alla mia professionalità."

Parlaci un po’ del tuo lavoro…

"La cooperativa opera in diversi campi del sociale: anziani, bambini, diversamente abili… Attualmente lavoro in un centro diurno che si occupa prevalentemente della riabilitazione di disabili fisici e psichici. I nostri utenti svolgono varie attività, dalla musicoterapia alla psicomotricità e al teatro. Ci sono pazienti autistici e affetti da tetraparesi spastica. È un lavoro faticoso ma ricco di gratificazioni. Con i miei utenti c’è un feeling autentico, il nostro è un bel rapporto, basato sull’ascolto. Nutro una passione talmente forte per il mio lavoro che, spesso, nel tempo libero, mi presto a dare una mano a una mia amica che fa la musicoterapia. Lo faccio volentieri perché mi piace, mi riempie la vita."

Ti reputi efficace come operatrice?

"Credo di sì. Ho un carattere solare e volitivo. So farmi voler bene ma sono anche una persona di polso, senza falsi pietismi. Ogni mio intervento ha come obiettivo la sempre maggiore autonomia degli utenti, anche di quelli più reticenti. C’è un ragazzo autistico che, in base alla diagnosi dei medici, dovrebbe essere completamente incapace di percepire i suoni. Tende ad essere veramente pigro: quando gli cade qualcosa lo indica e aspetta che qualcuno lo raccolga al posto suo. Agli inizi, quando lo invitavo a farlo da sé, faceva il sordo totale. Mi sono accorta però che, quando usavo con autorevolezza la voce, il suo sguardo cambiava, diventava più ricettivo. In sostanza ora, quando sono di turno, la sua pigrizia diminuisce come d’incanto…"

Qualche suggerimento ai nostri lettori?

"Uno ma buono, e mi rivolgo agli allievi dell’Istituto Cortivo: non dite mai ‘io non posso farcela’. Provate, fate almeno un’esperienza. Sono sicura che cambierete idea. Il nostro è un lavoro davvero utile, che dà grandi soddisfazioni."