INTERVISTA AD ADRIANO IPPOLITO

A soli 22 anni, Adriano Ippolito di Ventimiglia può già vantare sei anni di esperienza al fianco dei portatori di handicap. Ha iniziato con poche ore di accompagnamento per conto del Centro Sociale Spes Auser Onlus della sua città e oggi continua a lavorare nella stessa struttura come Operatore Socio Assistenziale per disabili a tutti gli effetti grazie all’attestato conseguito con l’Istituto Cortivo.

Quando ti sei avvicinato al sociale avevi solo sedici anni. Cosa ti ha portato a scegliere questa realtà?

Beh, con la scuola non avevo un grande feeling e così, dopo la licenza media inferiore, ai libri ho preferito il mondo del lavoro. Per un periodo ho fatto il magazziniere ma non trovavo grandi soddisfazioni. Nel frattempo avevo iniziato a fare volontariato per la Spes Auser. Conoscevo il presidente, padre di un mio amico. È stato lui a incoraggiarmi perché aveva notato in me, nonostante la mia giovane età, delle buone qualità relazionali. Fare il volontario mi piaceva e così ho chiesto che mi venisse data un’opportunità lavorativa vera e propria. La mia proposta è stata accettata e così ho iniziato a fare l’assistente sui pulmini durante i trasporti dei disabili. Insomma, ho fatto la gavetta… Poi, in seguito, sono diventato assistente a tutti gli effetti e oggi, a 22 anni, sono uno degli operatori più esperti dell’intera équipe.

Come mai ti sei iscritto all’Istituto Cortivo?

Perché per continuare a lavorare mi serviva un attestato di qualificazione. Diciamo che questa è stata la motivazione principale. Avevo però anche una gran voglia di imparare. Certo, la pratica non mi mancava ma di teoria non ne sapevo molto. Grazie al corso dell’Istituto Cortivo ho potuto completare la mia formazione personale e professionale. Rimettermi a studiare mi ha dato la consapevolezza che c’è sempre qualcosa di nuovo da conoscere e approfondire. Comunque è stato un periodo faticoso, soprattutto quando le ore di tirocinio si sono aggiunte a quelle del normale lavoro quotidiano. È stata una full immersion a volte veramente al limite delle mie forze… Comunque ce l’ho fatta e ne sono orgoglioso.

Di cosa si occupa nello specifico la struttura per cui lavori e quali sono le tue mansioni?

L’Associazione Spes Auser è nata una decina d’anni fa per volontà di alcuni genitori determinati a garantire ai loro figli alcuni servizi essenziali, ad esempio il trasporto. Poi la struttura si è evoluta e oggi, oltre a gestire il servizio pulmini, l’Associazione si occupa di fatto di tre strutture: i due centri diurni di Ventimiglia e Bordighera dove si svolgono attività ludiche, sportive e laboratori manuali e la Casa Famiglia Dopo di Noi di Varazze. I ragazzi soffrono di varie disabilità fisiche e psichiche leggere e medio gravi. L’età varia dai 10 ai 70 anni… Nelle nostre strutture (io lavoro a Bordighera) proponiamo di tutto: l’ippoterapia, la pet therapy soprattutto con i cani, la piscina, molto sport con in primo piano il calcio e i pattini a rotelle, i laboratori artistici dove confezioniamo oggetti che poi vendiamo nei vari mercatini della zona. D’estate organizziamo soggiorni in campeggio in località di montagna e al mare.

Parli del tuo lavoro con molto entusiasmo. Ho la netta sensazione che il sociale continuerà a rappresentare una componente importante della tua vita anche nel futuro…

Ho tutta l’intenzione di continuare a lavorare in questo settore. Mi piace, credo di possedere le doti giuste per svolgere questa professione: amo stare con gli altri, fare qualcosa per loro, sentirmi utile… Tra i miei progetti c’è anche il desiderio di conseguire altri attestati con l’Istituto Cortivo: vorrei specializzarmi anche come Operatore Socio Assistenziale per anziani e per l’infanzia. Anche perché tutti i giorni comunque mi trovo a confrontarmi con disabili che spesso sono bambini o anziani. Spes Auser è diventato il mio mondo. Qui non solo ci lavoro ma continuo anche a fare volontariato organizzando feste e cene di sabato e domenica. Io, in questo contesto, mi sento veramente realizzato.