INTERVISTA A TIZIANA VANESSA AVARO

"Ho sempre pensato – spiega Tiziana Vanessa Avaro – che per intervenire nel sociale, con la necessaria competenza, fosse necessario dotarsi di una preparazione più completa e articolata possibile. Ed è proprio per questo motivo che alla laurea in psicologia, con specializzazione in psicologia clinica e di comunità, titolo che ho ottenuto circa un anno e mezzo fa, ho aggiunto anche i corsi dell’Istituto Cortivo, per le specializzazioni Infanzia e Disabilità, di cui ho conseguito nella scorsa primavera i relativi attestati ".

Un percorso impegnativo…

"Il mio principale desiderio era proprio di impegnarmi al massimo e ho agito di conseguenza. In questi anni, non ho solo studiato, ma ho fatto anche diverse esperienze pratiche, nei diversi ambiti dell’assistenza, sia in occasione dei vari stage universitari, pre e post laurea, sia durante i tirocini tenuti dall’Istituto Cortivo, che ho trovato molto concreti e validi per la loro funzione propedeutica all’inserimento lavorativo. Il tirocinio per la specializzazione Infanzia l’ho fatto in un asilo nido a Milano mentre quello per la specializzazione OSA per disabili l’ho svolto in una cooperativa sociale a Roma che supporta i bambini nell’inserimento scolastico e nelle attività di socializzazione e di recupero delle abilità cognitive".

Dopo tanta formazione, adesso cosa fai?

"Da una parte sto continuando come psicologa collaborando, con il mio comune di Guidonia, dall’altra invece sto lavorando come docente presso la sede didattica di Roma dell’Istituto Cortivo".

Hai fatto il salto della barricata, da allieva ad insegnante: com’è andata?

"Lo scorso maggio sono venuta a Padova per frequentare il corso di Impresa Sociale, ed è stato in quel frangente che ho potuto incontrare personalmente i responsabili dell’Istituto Cortivo e farmi conoscere. Dopo un po’, circa a metà giugno, mi è giunta una telefonata con la quale mi chiedevano la disponibilità a sostituire una docente che aveva dovuto lasciare vacante il posto a causa della maternità in arrivo. Ho accettato e così adesso insegno, nella sede romana dell’Istituto, le materie psicologiche e letterarie".

Come vivi questo nuovo ruolo?

"Bene, ho buoni rapporti con gli allievi, che interagiscono con me fornendomi molti riscontri positivi. Del resto rappresento un Istituto che fa della buona formazione la sua bandiera. Ecco, questo è un aspetto che alle volte mi mette in difficoltà e trovare una soluzione non è sempre facile".

Prima hai detto di essere venuta a Padova per il corso di Impresa Sociale: hai qualche progetto per il futuro?

"Sì, e devo dire che le giornate a Villa Ottoboni mi sono state molto utili per avere le risposte che cercavo; informazioni pratiche e spendibili che mi hanno chiarito le idee. In quanto al progetto non voglio parlarne adesso per scaramanzia. Posso dire solo che si tratta di una struttura in grado di fornire servizi per l’infanzia e la famiglia, se tutto va bene credo che potrò avviarla entro un anno…".