INTERVISTA A STEFANIA PIVA

Mi scusi se ha dovuto chiamarmi due volte, ma sto passando un periodo veramente impegnativo, il lavoro, i corsi di aggiornamento, qui e anche fuori città, addirittura a Roma“.

Inizia così il colloquio con Stefania Piva, alla quale mi viene subito da chiedere: come mai?

Vede, il nostro primario sta lavorando all’apertura di un hospice, un reparto dedicato all’assistenza dei malati terminali, e vuole che il personale si presenti pronto all’appuntamento, preparato a dovere per garantire il massimo agli utenti“.

Lavori in un reparto di oncologia?

Per dire la verità la mia storia è un po’ lunga. Se ha cinque minuti gliela racconto…

Dimmi pure.

Sono entrata nell’Ospedale di Saronno nel 1995. Agli inizi facevo l’ausiliaria, adetta alle pulizie. Dovevo tenere pulito il reparto, servire il cibo, qualche volta pulire anche i malati. Mi piaceva, mi applicavo molto in questo compito che può sembrare umile ma in realtà è davvero importantissimo. Dopo un paio d’anni, però, cominciavo a vedere che senza un qualche attestato professionale in ospedale è difficile avere la considerazione che si merita e, per questo, mi sono iscritta ad un corso dell’Istituto Cortivo, specializzazione disabili. Avevo conosciuto una disabile ed ero molto curiosa di sapere di più su questa tematica. Ho fatto il corso con qualche ritardo nei tempi ma con grandissima soddisfazione. Mi è proprio piaciuto, le materie interessanti, concrete, il tirocinio, tutto molto positivo. Poi, nel 2000, mentre stavo finendo gli ultimi esami, ho saputo che l’Ospedale stesso stava organizzando un corso interno per Operatore Socio Sanitario, Mi iscrissi e fui lieta di sapere che gli esami già sostenuti con l’Istituto Cortivo mi consentivano praticamente di dimezzare il piano di studio. Oggi, dopo aver frequentato e concluso entrambi i corsi, devo dirle, e non per piaggeria, che il corso dell’Istituto Cortivo è senz’altro migliore, più completo. Ho apprezzato soprattutto il fatto che ci fossero materie come Pronto Soccorso, Psicologia, Psicopedagogia e Sociologia“.

Comunque adesso sei una OSS…

Sì, impegnatissima come le dicevo. Sto facendo corsi tecnici, farmacologici, soprattutto di relazione con il paziente. Si tratterà di lavorare in un hospice, un reparto fatto di stanze singole, dove i malati hanno solo cure palliative e trattamenti del dolore, ma dove l’impegno dell’assistenza raddoppia. Sono pazienti impegnativi, non per colpa loro, certo, ma è difficile riuscire a dare serenità quando li vediamo consumarsi come candele. Quindi devo prepararmi al meglio per riuscire a dare il meglio. Sarà dura ma ci saranno anche soddisfazioni… come sempre, anche questa volta la medaglia avrà due facce: l’importante è che sia ben lucida e brillante, lo dico anche se mi sembra di tornare indietro di dieci anni, quando pulivo e ripulivo…