INTERVISTA A STEFANIA MONTANI

La mia aspirazione era di fare l’infermiera. L’ostacolo però era il percorso formativo, che richiedeva la frequenza obbligatoria delle lezioni. Una cose impossibile per me che avevo l’esigenza di lavorare e studiare contemporaneamente. Poi sono venuta a conoscenza delle opportunità offerte dai corsi di formazione dell’Istituto Cortivo e ho pensato che era la cosa giusta per me.”

Stefania Montani, 33 anni, ha infatti conseguito tra il 2005 e il 2006 gli attestati di Operatore Socio Assistenziale per infanzia e per disabili. Abita a Rapallo, in provincia di Genova, e vanta già alcune esperienze lavorative nel sociale: una come assistente per gli anziani in una struttura gestita da una cooperativa locale e un’altra come Operatore Socio Assistenziale presso l’Istituto Piccolo Cottolengo Don Orione di Brogliasco, lo stesso dove aveva svolto il tirocinio per la specializzazione disabili.

Ero molto contenta di quest’ultimo lavoro. Stare a contatto con i disabili mi piace, trovo che sia un ambito lavorativo ricco di soddisfazioni. Penso di avere le doti giuste per lavorare con questo tipo di utenza.

Gli studi fatti con l’Istituto Cortivo ti sono stati dunque utili?

Senza dubbio. A convincermi è stato proprio il modello didattico, concepito per facilitare chi studia e lavora. Io per anni ho fatto la commessa ma il mio sogno era lavorare nel settore socio-sanitario. Peccato che il contratto con il Don Orione sia scaduto lo scorso settembre.

È difficile trovare lavoro dalle tue parti?

Non è facile… Ma io non demordo, anche perché sto lavorando a un progetto che riguarda l’Africa…

A proposito, sappiamo che sei appena dalla Costa d’Avorio. Ha a che fare con quello che ci hai appena detto? “Sì. Sono stata ospite di una missione di suore benedettine che si occupano di ragazze di strada. Ho conosciuto una realtà molto difficile e piena di contraddizioni. La Costa d’Avorio è un paese molto bello e ricchissimo di materie prime, sfruttato sino all’osso da aziende multinazionali che non si preoccupano certo del benessere della popolazione locale. La situazione politica è estremamente precaria, negli ultimi anni si sono susseguiti vari colpi di stato. La realtà è paradossale: nel paese sta arrivando massicciamente la tecnologia più avanzata, dai cellulari di ultima generazione ai televisori maxi schermo, ma la gente continua a vivere miseramente e a girare con i carretti. In queste condizioni la modernità può essere davvero pericolosa…

Parlaci del tuo progetto.

Vorrei avviare dei corsi di alfabetizzazione per bambini. La maggioranza della popolazione non sa né leggere né scrivere e questo è un ulteriore fattore di degrado. Durante la mia permanenza ho lavorato anche all’interno di un carcere: un vero e proprio lager dove erano rinchiuse 800 persone di cui molti minori. Imparare a leggere e a scrivere è quindi per molti ragazzi l’unica chance per acquisire più consapevolezza e per costruirsi un futuro dignitoso. A questo primo progetto di alfabetizzazione vorrei poi aggiungerne un altro di avviamento al lavoro. Per il momento è pura utopia ma, grazie anche a tutto ciò che ho appreso partecipando al Corso Impresa Sociale organizzato dall’Istituto Cortivo, sto verificando se ci sono le basi per concretizzare il mio sogno.

Ci puoi dare un parere sul Corso Impresa Sociale?

Penso sia un’occasione unica per raccogliere informazioni utili di vario tipo, soprattutto sulle relazioni con le istituzioni da contattare, le possibilità di finanziamento, i metodi da seguire per una buona pianificazione…

Il tuo progetto di vita e professionale riguarda quindi l’Africa?

Sì, anche se per il momento è un progetto a lungo termine. Nel frattempo voglio acquisire tutti gli strumenti necessari per dare concretezza alle mie idee.