INTERVISTA A SILVIA MAFALDA FALBO

Anche per Silvia Mafalda Falbo il tirocinio svolto presso il Centro Socio Educativo L’Arcobaleno è stato propedeutico all’inserimento nella vita professionale.

È vero. Ero laureata in Lettere moderne e avevo alle mie spalle una lunga serie di tentativi purtroppo frustrati di trovare un’occupazione. Un bel giorno un’amica alla quale stavo confidando i miei problemi mi consigliò di provare ad iscrivermi ai corsi dell’Istituto Cortivo. L’ho fatto e i risultati sono venuti, un passaggio diretto dallo studio al lavoro, per di più nello stesso paese in cui vivo, San Marco Argentano in provincia di Cosenza. Ho conseguito nel 2005 l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per i disabili e, nel 2006, quello per l’infanzia e per gli anziani. Sempre nel 2006, nel mese di giugno per la precisione, dopo avermi vista all’opera come tirocinante, i responsabili de L’Arcobaleno mi hanno fatto una proposta di assunzione part time con un contratto a tempo determinato rinnovabile. La prima scadenza era a dicembre de il contratto mi è stato rinnovato per altri sei mesi, sino a giugno prossimo. Sarei molto più tranquilla se il lavoro fosse a tempo indeterminato, ma sono lo stesso molto soddisfatta.

Raccontaci del tuo lavoro…

Seguo quattro ragazzi di età variante dai venti ai trent’anni. Per due di loro (uno è in sedia a rotelle) il mio compito è non solo di accompagnarli da casa al Centro ma anche di assisterli durante le attività cognitive e manuali e nel seguirli nei laboratori di musicoterapia e ceramica. Gli altri due, invece, li assisto direttamente a domicilio. Si tratta di un ragazzo spastico con il quale faccio sedici ore al mese di attività cognitive e manuali e di una ragazza con ritardo mentale con quale faccio venti ore al mese. Con lei svolgo attività cognitive e favorisco il suo inserimento nella vita quotidiana accompagnandola fuori, alla messa, nei centri commerciali.

Come rispondono alle tue cure?

Positivamente. Uno che non voleva venire al Centro adesso ci viene volentieri mentre la ragazza, che prima non usciva mai, è diventata più socievole e più sicura di se stessa.

Sappiamo che l’estate scorsa hai fatto anche l’assistente in una colonia…

Sì, alla colonia estiva di San Marco. È stata un’esperienza bellissima, piacevole e rilassante. Eravamo in due con ventisette bambini dai sette ai tredici anni. Ogni giorno andavamo con il pullman al mare, c’era da stare molto attente ma c’era anche la possibilità di giocare con i piccoli, di divertirsi insieme.

Hai qualche programma per il futuro?

Mi ero informata sulle opportunità offerte dal Cortivo Planet per avviare un nido ma, dopo una prima indagine conoscitiva, io e la mia potenziale socia abbiamo deciso di rinunciare. Ci sono pochi bambini in paese, gli altri sono dispersi nel territorio e quasi tutti seguiti dai nonni. Troppo difficile per il momento ma, se la situazione dovesse cambiare nei prossimi anni, sarei pronta a riprovarci. Un’altra cosa che mi tenta molto è la possibilità di fare l’insegnante di sostegno per disabili nella scuola pubblica. Mi servirebbero altri due anni di Università per conseguire l’abilitazione. Ci sto pensando seriamente… vedremo.