INTERVISTA A SERAFINA SACCO

Voglio iniziare con un grazie all’Istituto Cortivo che mi ha aperto le porte del mondo del sociale. Mi è piaciuto moltissimo entrare in questo universo, scoprire le tante cose che dall’esterno non si possono vedere e capire. Starci dentro è una continua esperienza, ogni giorno che passa è un nuovo traguardo, sia dal punto di vista umano che da quello professionale.

Esordisce così Serafina Sacco, venticinquenne di Cerva in provincia di Catanzaro con l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per disabili. E così continua…

Sì, avevo scelto la specializzazione in disabilità perché mi piaceva molto l’idea di poter aiutare le persone meno fortunate di me. E il tirocinio mi rafforzò in questa mia convinzione. Lo svolsi infatti in una casa famiglia situata a Catanzaro, dove erano ospiti ragazze e donne disabili dai venti ai quarantacinque anni. Per la maggior parte soffrivano di ritardo mentale e adoravo stare con loro, era come stare con delle bambine. Dopo i primi momenti di studio e diffidenza ero stata molto ben accolta e avevo buoni rapporti con tutte: si giocava insieme, facevamo le feste di compleanno, era piacevole e divertente. Finito il tirocinio ho continuato a lavorare là per altri sei mesi e poi, purtroppo, ho dovuto lasciarle. Ma mi sono rimaste nel cuore. Pensi che ho intitolato la mia tesi ‘Disabili, un mondo straordinario fatto di straordinarie sensibilità’. E lo penso davvero: ancora oggi alle volte passo a trovarle e loro si ricordano ancora di me, mi fanno le feste.

Lasciata la casa famiglia, cosa hai fatto?

Il servizio civile con il progetto Don Bosco. Supportavamo nelle scuole il lavoro delle maestre di sostegno e poi, in uno spazio concesso dal Comune, avevamo allestito un laboratorio per bambini con varie attività. Alla fine abbiamo fatto una mostra degli oggetti che avevamo realizzato e abbiamo devoluto il modesto incasso a una suora impegnata in una missione in Africa. Ci ha spedito delle foto con mille ringraziamenti: è incredibile quanto si possa fare in quei luoghi con duecento euro…

E poi?

Da un anno e mezzo lavoro in una casa protetta per anziani a Cropani Marina, a venti chilometri da casa mia. Prima avevo un contratto a progetto ma da poco ho avuto la bella sorpresa di vederlo trasformato in un contratto a tempo indeterminato. Poi ho saputo che questa cosa non è capitata per caso ma perché i dirigenti, consultati gli altri operatori e gli utenti, hanno avuto dei pareri su di me talmente positivi da convincerli a compiere questo passo. Da parte mia sono sicura di non deluderli: sto benissimo con i miei trenta vecchietti, uomini e donne ammalati o senza parenti che hanno bisogno di tante cose ma soprattutto di tanti sorrisi e di ascolto, attenzione, parole di conforto.

Hai un sogno nel tuo futuro?

Mah, deve sapere che in questi anni ho fatto anche la volontaria in un centro di ippoterapia. Ho conseguito il patentino e conosco bene i cavalli sin da quando ero bambina. Ecco, se proprio devo dirlo, mi piacerebbe aprire un centro di riabilitazione equestre per disabili. Ho constatato che dà dei buoni risultati e credo che potrei fare un buon lavoro. Quello che mi manca è soprattutto l’esperienza per avviare qualcosa di mio… A proposito, vorrei fare una proposta all’Istituto Cortivo: perché almeno ogni tanto non organizza qualcuno dei suoi seminari da queste parti? Per noi è un viaggio lungo e gli impegni sono sempre più grandi della buona volontà di arrivare sino a Padova. Sarebbe veramente una bella iniziativa…