INTERVISTA A SANTINA RESTIVO

Ormai, dopo seicento ore di tirocinio alla Scuola dell’Infanzia Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa facevo in qualche modo già parte di quella quotidianità. Mi conoscevano bene per quello che sapevo e potevo dare e credo sia stato questo il motivo principale per cui, quando ancor prima di aver sostenuto l’esame finale del corso per Operatore Socio Assistenziale per disabili ho inviato al Comune il curriculum con la domanda di assunzione, mi hanno selezionato e scelto.

Come mai seicento ore?

Perché prima avevo seguito un altro corso, sempre dell’Istituto Cortivo, per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, e avevo fatto il tirocinio per quella specializzazione nella stessa Scuola. È una bella struttura ed è situata nello stesso paese dove abito: Campofelice di Roccella in provincia di Palermo.

Da chi e in che termini sei stata assunta?

Sono stata assunta con contratto a progetto a scadenza annuale dalla Cooperativa Sociale Azzurra di Termini Imerese con il ruolo di Assistente Igienico Sanitario. Ho cominciato a lavorare dall’ottobre del 2006 nella scuola materna, appunto prima dell’esame finale con l’Istituto Cortivo. I primi tempi dovevo seguire diversi bambini dai 3 ai 5 anni ma attualmente ne è rimasto uno solo, di quattro anni, con un lieve ritardo psicomotorio.

Come si svolge la tua giornata?

Anzitutto mi piace sottolineare che lavoro benissimo non solo assieme all’insegnante di sostegno ma anche con la mia collega, guarda caso pure lei Operatore Socio Assistenziale con attestato dell’Istituto Cortivo, che segue lo stesso bambino nel turno del pomeriggio. Io faccio il turno di mattina. Inizio alle nove, quando arriva il piccolo. Lo accompagno in classe e gli sto sempre vicino per qualsiasi necessitò, lo aiuto nel seguire il programma che svolge in comune con tutti gli altri della classe con l’obiettivo di portarlo pian piano allo stesso livello, lo accompagno al bagno, lo accudisco in tutti i sensi. Nello stesso tempo, però, vivo anche la realtà degli altri bambini, ed è bellissimo. Gli insegnanti mi danno fiducia e ho la possibilità di mettere a frutto ciò che ho imparato. Faccio un po’ l’insegnante anch’io, e mi piace moltissimo.

Per il futuro hai qualche evoluzione in programma?

Sinceramente no. Ho ventitrè anni, ho un lavoro che adoro e che mi garantisce una certa autonomia di vita. I miei genitori sono felicissimi di questa mia situazione perché qui in Sicilia non succede tutti i giorni che una ragazza come me trovi subito un valido sbocco professionale. No, guardi, per me era già un miraggio riuscire a entrare nell’ambiente di questa Scuola così piacevole e stimolante. Spero solo che questo bel sogno quotidiano conitnui così per tanto, tanto tempo.