INTERVISTA A ROSINA BIANCO

Ho conseguito presso l’Isituto Cortivo l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per disabili nel novembre del 2006. Attualmente devo iniziare il tirocinio per la specializzazione Infanzia e, più avanti, conto di specializzarmi anche negli Anziani. Ma i miei studi stanno andando un po’ a rilento, perché sono molto occupata con il lavoro e con la famiglia. Ho 55 anni, sono sposata e non ho figli ma ho invece due nipotini che sto crescendo come fossero i miei bambini e le assicuro che è un bell’impegno.

Comincia così l’intervista con Rosina Bianco, residente a Diamante in provincia di Cosenza e socia della Cooperativa Sociale Konios, specializzata nel fornire servizi assistenziali ai giovani disabili nelle scuole.

Sì, questo è per me il terzo anno di lavoro nel sociale, sempre con funzioni di supporto all’insegnante di sostegno nel campo dell’assistenza ai disabili psichici e cognitivi. Il primo anno ho lavorato con la Konios all’IPA di Belvedere. Dovevo seguire un ragazzo con lievi disturbi sociali proveniente da una famiglia disagiata. Lo scorso anno, invece, ho lavorato per il Comune in una scuola media di Diamante: avevo il compito di coordinare il servizio di assistenza e in più seguivo un ragazzo molto grave. Quest’anno, invece, lavoro in una scuola situata in una frazioncina poco fuori dalla città, con un progetto approvato dalla Provincia.

Di che si tratta?

L’obiettivo è integrare una ragazza di vent’anni sofferente di emiparesi spastica bilaterale. A livello cognitivo è normale ma è in sedia a rotelle e devo soprattutto aiutarla a fare i compiti al computer che lei usa con la mano più abile. Quest’anno ha gli esami di maturità, deve impegnarsi ma non ha un carattere facile, soffre molto la sua condizione e ha sofferto anche la separazione dei genitori. Sin dai primi tempi, la conosco da novembre, mi sono resa conto che era un po’ incattivita, mi faceva dei tiri mancini e ho dovuto tirare fuori tutta la mia pazienza. In me è scattato un meccanismo filiale, la proteggo e la stimolo. In un momento più difficile degli altri ho parlato con la madre e con l’insegnante di sostegno e ho ottenuto di lasciare a lei la scelta del momento in cui voleva fare i compiti, senza costringerla a farli quando non ne aveva nessuna voglia. Così, piano piano, ci sono stati dei progressi. In realtà è continuamente combattutta fra il non fare e la soddisfazione di riuscire a fare bene e prendere un buon voto. Non è facile, ma io sono sempre vicina a lei.

Per quante ore?

Quattordici la settimana, in quattro giorni. Seguiamo dei programmi mensili e i risultati stanno venendo. Ho ricevuto molti complimenti dall’insegnante di sostegno e dai responsabili del progetto. Sono soddisfatta, con questa ragazza ho imparato qualcosa che non ero mai riuscita a imparare: a sopportare gli sgarbi senza richiudermi in me stessa ma, anzi, ad accettarli e rimanere sempre aperta e disponibile.

Sappiamo che ha tentato di aprire una ludoteca…

Ho provato a farlo, ma mi sono resa conto che da queste parti è molto difficile. L’Amministrazione preferisce dedicare risorse in altre direzioni e, senza un contributo, la cosa è davvero impossibile. In questi giorni la presidente della Cooperativa Konios si sta attivando per trovare i giusti canali. Speriamo che ci riesca, mi piacerebbe tanto creare un posto dove i bambini e i ragazzi potessero trascorrere il loro tempo libero divertendosi in tutta sicurezza…