INTERVISTA A ROSALIA GIULIANO

Sin dalle prime parole, Rosalia Giuliano di Palermo dà a chi l’ascolta la sensazione di essere una persona sensibile e attenta, vivace e generosa: “Mi sono sempre interessata del sociale – racconta – da un lato perché sono figlia di disabili, dall’altro perché anch’io sono stata ospitata per alcuni anni in una casa famiglia. Esperienze dirette, quindi, che mi hanno coinvolto sin dall’infanzia e che ho continuato a vivere nel tempo facendo volontariato presso vari ospedali e assistendo i miei genitori”.

E poi ti sei iscritta all’Istituto Cortivo…

“Quello è stato un momento di svolta, coinciso con la morte di mio padre e con la separazione da mio marito. Mi sono ritrovata sola, senza impegni precisi e ho deciso che era venuto il momento di rimboccarmi le maniche per me stessa. Avevo 38 anni, due figli di quattro e otto anni, e un’idea chiara in testa: volevo formarmi professionalmente, trovare un lavoro che mi soddisfacesse e mi consentisse di valorizzare la mia indole naturalmente portata ad aiutare chi ha bisogno. Era da tempo che sentivo parlare dell’Istituto Cortivo, e mi sono iscritta. Devo dire che ho trovato più di quanto mi aspettassi. Non solo materie interessanti, ma anche un ambiente sereno e disponibile, insegnanti molto seri e motivati che hanno favorito il mio rimettermi in gioco dandomi sostegno, consigli e metodi per studiare e per riuscire a sostenere buoni esami”.

Per quali specializzazioni ti sei iscritta?

“Per l’infanzia, i disabili e l’amministrazione di sostegno. La prima l’ho già conclusa con risultati che sono andati oltre ogni più rosea speranza. Ho infatti svolto il tirocinio presso le Case Famiglia Salvatore e Federica gestite dall’Associazione Apriti Cuore. Avevo paura di non essere all’altezza, di emozionarmi troppo, vista la mia storia di assistita nelle stesse strutture, e invece è stata una cosa bellissima. Ho saputo gestire il mio rapporto con i ragazzini disagiati in modo splendido, ho scoperto in me doti empatiche che non conoscevo, riuscivo a capirli immediatamente, forse anche grazie al fatto che avevano la stessa età dei miei figli che oggi hanno 10 e 14 anni, ma è stato davvero entusiasmante. Evidentemente il mio lavoro è stato apprezzato al punto che, alla fine dello stage, la direttrice mi ha chiesto se volevo rimanere a lavorare lì. Sono rimasta di stucco, di solito assumevano giovani laureati e non credevo proprio che ci potesse essere spazio per me, mamma di 44 anni con la terza media. E invece era tutto vero”.

E come ti trovi?

“Magnificamente, ho un feeling perfetto con gli altri dell’équipe, condividiamo tutto, non c’è gerarchia, ognuno cerca di fare del proprio meglio per tutti gli altri. Con i ragazzini, poi, va tutto bene, giochiamo assieme, mettiamo musica, studiamo moltissimo, organizziamo dei gruppi per varie attività. Un neo però c’è: il Comune non ha ancora versato il contributo per la nostra struttura e così sono in arretrato con lo stipendio, speriamo arrivi al più presto. Per mantenermi sino a qualche giorno fa ho fatto le notti presso una Cooperativa Sociale che assiste anziani e disabili. Adesso però ho smesso, vedremo se ricomincerò più avanti”.

Intanto stai concludendo le altre due specializzazioni…

“Sì, sto facendo il tirocinio per i disabili presso un’altra struttura della Apriti Cuore. Quando avrò finito dovrei iniziare quello per Amministratore di Sostegno, spero proprio di farcela. Ma intanto sono contentissima, ritorno a casa felice perché vedo che riesco a combinare il lavoro, lo studio e la famiglia, tutto da sola, ed è una grande gratificazione”.

Qual è il tuo desiderio per il futuro?

“Voglio lavorare con i disabili. Beninteso, mi trovo bene anche con i bambini disagiati, ma sento che quella è la mia strada. Non so ancora cosa farò, ma so quante soddisfazioni mi attendono in quel settore. I disabili dipendono da te e la gente fa fatica a capire quanto è bello accudirli. Lo struggimento che si prova quando ti sorridono per ringraziarti, quando cercano di muovere le mani per farti una carezza sono sentimenti forti, che ho già provato e vorrei avere l’occasione di provare ancora”.