INTERVISTA A MICHELA COCCO

Sono sarda, ho ventotto anni e da sei mesi mi sono trasferita a Tarcento, una cittadina nei dintorni di Udine. Sono passata dal mare della Sardegna alla pianura friulana ma, a parte questo, ho trovato un ambiente in cui, dimostrando di saperci fare, è possibile trovare molti spazi.

E Michela Cocco ci sa fare, come dimostra il suo nutritissimo curriculum. Dopo il diploma conseguito a Cagliari in un Istituto Tecnico Servizi Sociali, ha ottenuto l’attestato per operatori sportivi “Corpo movimento prestazione” per l’avviamento allo sport presso il Comitato Provinciale di Udine nonché l’attestato FISM Regione Friuli Venezia Giulia “Il nido integrato come, quando e perché”, ha seguito un corso antincendio presso la Coop Arteventi e il corso di formazione della Coop Universiis sul ruolo di educatore nelle reti sociali.

Inoltre sono in fase di chiusura con tre corsi di formazione con l’Istituto Cortivo per diventare Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia, per i disabili, e Operatore Multiculturale. Colgo l’occasione per dre che mi trovo benissimo con l’Istituto Cortivo, gli insegnanti sono stupendi, sanno sostenerti e tranquillizzarti, fanno di tutto per metterti a tuo agio, per consentirti di dare sempre il massimo. Per chiudere il discorso sulla mia formazione, attualmente sto seguendo anche un corso regionale per OSS, Operatore Socio Sanitario, organizzato dalla Regione, che mi impegna tutte le mattine.

E ti rimane anche il tempo per lavorare?

È dura, ma in effetti riesco anche a lavorare per tre ore e mezza, ogni sera, per conto della Cooperativa Universiis presso la Comunità Piergiorgio di Udine. Questo comunque è solo l’ultimo dei tanti lavori che ho fatto in questi anni. Già nel 2001 avevo trovato un lavoro da 60 ore settimanali presso una scuola: dovevo assistere minori portatori di handicap, fra i quali mi ricordo in particolare una ragazzina Down che ho seguito lungo un percorso riabilitativo con la supervisione dell’assistente sociale. Poi, visti gli impegni formativi, sono scesa a 30 ore. Nel 2003, dopo aver lavorato anche come assistente in un nido, come educatrice in un asilo, come assistente educatrice in un centro estivo e come animatrice in una scuola, ho fatto anche un’esperienza di addetta all’assistenza psichiatrica, con utenti adulti, per tre mesi.

Ora cosa fai esattamente?

Ogni sera, dalle 19.30 alle 22.00, assisto gli utenti della Comunità Piergiorgio. Si tratta di vittime di incidenti stradali, disabili anche psichiatrici, tetraplegici e affetti da distrofia muscolare e sclerosi multipla. Anzitutto seguo la cena, riordino la mensa e preparo le colazioni per il mattino seguente. Poi preparo gli assistiti per la notte, curano la loro igiene personale e provvedendo alle eventuali terapie. Prima di cominciare il corso OSS facevo 50 ore, adesso circa la metà…

Come vedi il tuo futuro?

Intanto posso dire che sono piuttosto soddisfatta di me stessa perché finalmente mi sento più forte e completa. Riesco ad affrontare situazioni difficili senza farmi risucchiare come mi capitava agli inizi. Provvedo per risolvere i problemi ma riesco a salvare i miei spazi e la mia vita, e questo è importante. Per il futuro mi piacerebbe lavorare in ospedale, nel reparto ostetricia come puericultrice o anche nel reparto oncologico. Ci sto pensando ma sono ancora castelli in aria. Comunque la cosa importante è avere un lavoro, il resto si può costruire con calma.