INTERVISTA A MARIANGELA LENTO

Mancano solo quindici giorni e poi, dopo la relazione finale che presenterò davanti alla commissione dell’Istituto Cortivo, finalmente il mio attestato di Operatore Socio Assistenziale per disabili diventerà ufficiale.

Nelle parole di Mariangela Lento cogliamo la felicità di chi ha raggiunto il risultato voluto, una conferma degli sforzi fatti per entrare in piena regola nel mondo del sociale.

Sì, perché di fatto sto già lavorando come operatore socio assistenziale in una scuola materna di Corigliano Calabro, la stessa in cui ho svolto il mio tirocinio. Sono stata assunta con un contratto a tempo determinato dalla Cooperativa Sociale Futura, una struttura che offre servizi di assistenza a bambini e ragazzi disabili nelle scuole d’infanzia, primarie e secondarie. Da alcuni mesi seguo due gemellini disabili e sono felicissima del mio lavoro.

Sai già se ti rinnoveranno il contratto?

È una cosa quasi sicura. Aspettano solo che io presenti l’attestato.

A proposito, sappiamo che ti stai impegnando anche nei corsi di formazione dell’Istituto Cortivo per Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e per anziani.

Sì, sono già OSA per l’infanzia a tutti gli effetti e sto anche ultimando la parte monografica riguardante gli anziani. Insomma, ce la sto mettendo tutta…

Ti trovi bene con l’Istituto Cortivo?

Benissimo. Mi ha aperto le porte del futuro. L’idea di lavorare per gli altri mi ha sempre affascinato, anche perché una delle mie migliori amiche è assistente sociale e il mio ragazzo, invece, lavora in un centro di riabilitazione. Ascoltando i loro racconti ho pensato che forse poteva essere la mia strada. Poi ho incontrato l’Istituto Cortivo ed eccomi qua, un’Operatore Socio Assistenziale pieno di entusiasmo e abbastanza sicuro delle proprie capacità.

Cosa vuoi dire?

Che agli inizi il mondo della disabilità mi sembrava fatto solo di sofferenza e dolore. Il pensiero di starci a contatto tutti i giorni un po’ mi angosciava. Invece ho scoperto che la disabilità è semplicemente una delle tante dimensioni dell’umanità, con le sue gioie, i suoi problemi, i suoi obiettivi da raggiungere.

Ci vuoi parlare dei due gemellini che stai seguendo?

Uno è disabile psicofisico, l’altro è fisicamente sano ma è stato diagnosticato autistico. Con il primo la relazione è più difficile. Ha molte difficoltà di apprendimento, diventa aggressivo quando gli vengono negate le cose, fa fatica ad accettare le regole e rifiuta il contatto con gli estranei. Stiamo lavorando sull’autonomia di base: l’obiettivo è insegnargli a portare il cibo dalla mano alla bocca e a compiere azioni per noi banali ma che per lui sono veri e propri traguardi. Il secondo è fisicamente sanissimo, ha la facoltà del linguaggio ma la usa pochissimo. È molto affettuoso, ubbidiente e, da qualche tempo, comincia ad apprezzare la compagnia dei suoi coetanei.

Una bella esperienza…

Anche grazie agli altri operatori, che mi hanno sin da subito incoraggiata. Ho scoperto di essere in grado di fare bene il mio lavoro. Sono così sicura delle mie capacità da sentirmi pronta a lavorare anche con i disabili adulti.

Altre opportunità di lavoro?

La Cooperativa che mi ha assunto offre assistenza in diverse scuole della zona e non mi dispiacerebbe continuare in questo settore. Comunque, tempo fa, sono stata a parlare con il responsabile di una struttura per anziani che dovrebbe aprire fra poco. Ha letto il mio curriculum, si è informato sul mio attestato e ha detto che ho tutte le carte in regola per poter essere assunta. Vedremo. Comunque per il momento non sento il bisogno di cambiare. Ringrazio Dio tutti i giorni per quello che ho. Sentirmi sostenuta da Lui mi incoraggia a pensare sempre in positivo, a vedere solo il lato più bello della vita.