INTERVISTA A MARIA VENERUSO

Maria Veneruso, con due attestati conseguiti presso l’Istituto Cortivo come, Operatore Socio Assistenziale per infanzia e per disabili, è tra le poche allieve a essersi precedentemente diplomata presso l’Istituto Tecnico Servizi Sociali.

Una scelta che ho fatto durante la mia prima adolescenza. Ricordo che quando ho preso informazioni sulle varie scuole superiori, ad attirarmi è stato il programma proposto dall’Istituto: parlava di bambini, di psicologia dell’età evolutiva…

Tutti temi molto affascinanti per una ragazzina.

Proprio così. Forse perché l’infanzia era un mondo che avevo lasciato da poco e i bambini rappresentavano per me un ambito di lavoro interessante e al tempo stesso rassicurante.

Poi è arrivato l’Istituto Cortivo…

Ricordo di non aver esitato nemmeno un attimo: ho compilato la richiesta di informazioni e subito dopo mi sono iscritta. Sono orgogliosa di essere rimasta coerente con le scelte fatte da adolescente. I corsi di formazione dell’Istituto Cortivo mi hanno dato una preparazione specifica sulle varie materie, che si è aggiunta agli studi più generici della scuola superiore. Ho portato felicemente a termine due corsi: Operatore Socio Assistenziale per infanzia e per disabili.

E oggi lavori con i disabili. Ne sei contenta o preferiresti lavorare con i bambini?

Mi va benissimo così. Sono molto gratificata dall’esperienza che sto vivendo, anche perché ho trovato lavoro subito e nella stessa struttura in cui avevo svolto il tirocinio, l’Associazione O.A.M.I. di Firenze, fondata nel 1961 da Don Enrico Nardi, un sacerdote che, avendo conosciuto durante i pellegrinaggi a Lourdes la sofferenza di molti malati, di cui alcuni con difficili situazioni familiari, aveva deciso di impiegare le proprie forze nell’apertura di una Casa Famiglia per disabili. A proposito: per chi volesse saperne di più l’indirizzo web è www.oami-onlus.it.

Vuoi raccontarci della tua esperienza come operatrice?

Attualmente lavoro il pomeriggio nel Centro d’Incontro di Carmagnola, dove con altri quattro operatori assisto disabili affetti da ritardo mentale. Il nostro compito è offrire loro occasioni ricreative e socializzanti: giochiamo a ping pong, chiacchieriamo, usciamo a fare passeggiate e, una volta la settimana, andiamo a giocare a bowling.

Lavori con un contratto a tempo determinato?

Per ora sì, ma mi è stato detto, e ne sono ormai quasi certa, che l’assunzione a tempo indeterminato è prossima. Per il momento è un contratto part time ma per me, che ho solo 23 anni, è già tantissimo.

Programmi per il futuro?

Voglio continuare a lavorare con i disabili. L’Associazione sta costruendo una casa residenziale. Sarebbe un’esperienza nuova ma, per affrontarla, dovrò acquisire un nuovo titolo come operatrice socio-sanitaria. Sarà l’occasione giusta per imparare qualcosa di nuovo.