INTERVISTA A MARIA LUISA PRUNA

"Ho sempre lavorato con i bambini" – racconta Maria Luisa Pruna di Milano che con l’Istituto Cortivo ha gia’ conseguito gli attestati di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e i disabili . "Purtroppo da ragazza non mi sono iscritta all’Istituto Magistrale perché non me la sentivo di studiare il latino… Se a quei tempi ci fosse stato il Liceo di Scienze Sociali l’avrei sicuramente frequentato".

Maria Luisa vive a Buccinasco, in provincia di Milano, e per anni ha lavorato come assistente nelle colonie estive per conto di una cooperativa.

"Mi sono occupata anche di bambini disabili. Mi venivano affidati perché ritenevano che fossi particolarmente attenta e capace. Dipendeva dal mio senso materno, un po’ innato e un po’ coltivato come mamma: mi viene naturale occuparmi dei più deboli, forse dipende dalla mia infanzia difficile… Ho avuto dei genitori che non sempre hanno saputo proteggermi. Ecco, di fronte alla fragilità dei bambini e dei disabili, in me scatta immediatamente un istinto di protezione, un’empatia particolare…".

Come sei giunta a conoscere l’Istituto Cortivo?

"E’ successo che negli anni le cooperative hanno iniziato a richiedere un titolo di studio e così a un certo punto ho deciso di professionalizzarmi anch’io. La scelta è coincisa con la chiusura della cooperativa per la quale lavoravo. Ho trovato la pubblicità del vostro Istituto su Famiglia Cristiana, vi ho cercato su Internet e mi sono iscritta. E’ stato un percorso affascinante: mi sono messa a studiare con passione materie per me nuove, come la psicologia, le patologie che colpiscono anziani e disabili, ecc.".

Come è andata?

"Mio marito era scettico… E invece ho stupito tutti: mi sono messa a studiare e subito dopo il tirocinio presso la Cooperativa "I Percorsi", mi è stato chiesto di seguire per il loro Centro "La Bottega", impegnato nell’assistenza a persone con disabilità acquisita, una donna affetta da Corea di Huntington, malattia degenerativa del sistema nervoso".

Una bella opportunità…

"Sì, ho trovato una dimensione che non conoscevo, quella degli adulti disabili e non solo: mi sono trovata a lavorare in un ambiente eccezionale, con operatori preparati e disponibili… Un clima molto sereno e incoraggiante. Per ora il mio è un rapporto di collaborazione ma, visti i complimenti che spesso ricevo per come svolgo il mio lavoro, penso di poter sperare in un’assunzione vera e propria".

Quali sono le tue mansioni?

"Seguo la mia paziente a domicilio. E’ un caso ritenuto difficile perché G. non accetta la sua malattia. Si tratta di un problema ereditario; sua madre e sua sorella ne hanno a loro volta sofferto. Lei credeva di esserne immune e, invece, è stata colpita anche in modo più violento. Con lei ci vuole molta pazienza, perché non accetta i suoi limiti. Io la coccolo, le parlo piano, la porto con dolcezza a prendere consapevolezza della sua sempre più limitata autonomia. Dovrebbe andare in un istituto in grado di seguirla giorno e notte. Comunque, qualche giorno fa, la psicologa che la segue mi ha fatto i complimenti. Pare che siano stati molti gli operatori che con G. hanno gettato subito la spugna. Invece io sono riuscita a instaurare una buona relazione. Non pensavo di essere così forte emotivamente. Forse dipende dal fatto che non sono più giovanissima, ho le mie esperienze di mamma e questo grande amore per gli altri, per i più deboli: un interesse autentico".

So che vorresti proseguire i tuoi studi con l’Istituto Cortivo…

"Sì, mi piacerebbe diventare Amministratore di Sostegno. Già ora, assistendo G., mi trovo ad occuparmi anche delle sue faccende burocratiche. Mi piacerebbe acquisire anche questo genere di competenze, mi sembrano utili per chi lavora con la disabilità".

Programmi futuri?

"Continuare a lavorare con i disabili e finire la formazione con voi. Per quanto riguarda i prossimi mesi, forse ripeterò l’esperienza di una vacanza con i disabili. A Pasqua siamo stati in una bellissima casa a Marina di Pietrasanta ed è in programmazione un soggiorno a Levanto".