INTERVISTA A MARIA GIOVANNA CIMATO

Sono di Reggio Calabria ma volevo con tutte le mie forze stabilirmi a Roma.Per questo, quando ho concluso presso il Centro Didattico di Messina i corsi per Operatore Socio Assistenziale dell’Istituto Cortivo per infanzia, anziani e disabili ho inviato una serie di curriculum agli ospedali romani. La cosa meravigliosa è che mi sono giunte quasi subito varie risposte positive fra le quali ho addirittura potuto scegliere. È stato così che, nell’agosto 2006, ho iniziato a lavorare presso l’Ospedale Gemelli. Non sono stata assunta come operatrice ma come ausiliaria a tempo determinato, la prossima scadenza sarà a marzo 2007, ma già mi hanno confermato una volta e spero proprio che succeda di nuovo. Insomma non tutto è perfetto, ma il mio sogno di vivere a Roma con un mio lavoro e una mia indipendenza l’ho raggiunto, ed è stato più facile di quanto pensassi.

Ha un tono molto soddisfatto e sicuro di sé Maria Giovanna Cimato, che così continua a raccontare della sua esperienza professionale…

Lavoro nei reparti di chirurgia e terapia intensiva. Ci sono due turni a rotazione, uno il mattino e l’altro il pomeriggio. Al mattino c’è davvero molto da fare, si serve la colazione, si portano i prelievi presso i laboratori, si accompagnano i pazienti agli esami, assieme all’infermiera si puliscono e si sistemano i letti e poi si serve il pranzo. Il pomeriggio, invece, l’atmosfera è più rilassata. Si fanno le stesse cose, ma con ritmi più tranquilli, sino all’ora di servire la cena. In tutto siamo sei ausiliari nei due reparti, cinque lavorano nel turno di mattina e uno nel turno pomeridiano. Per cui, anche se non c’è molto da fare, anche il pomeriggio ci sono sempre un sacco di cose in cui impegnarsi…

Che rapporti hai con i ricoverati?

Di solito le persone ricoverate in questi reparti hanno delle degenze piuttosto lunghe, per cui spesso si finisce per conoscerli abbastanza da riuscire a instaurare dei buoni rapporti umani. Poi bisogna pensare che molti di loro vengono dalle regioni del Sud Italia, come me, e sono felici di potersi rapportare con una persona che li fa sentire un po’ più a casa. Alle volte basta poco, un sorriso, una parola di conforto, per vederli cambiare atteggiamento e riprendere vita.

Che ricordo le è rimasto dell’Istituto Cortivo?

Molto positivo, davvero, le materie sempre interessanti e i docenti molto disponibili a dare informazioni, consigli e suggerimenti. Poi è venuto anche questo rapido riscontro sul versante della ricerca di un impiego: cosa si può volere di più?