INTERVISTA A MARCELLO LICENZIATO

Dallo scorso settembre sto lavorando per conto della Cooperativa Sociale L’Isola di Portici. Svolgo un servizio assistenziale a domicilio per i disabili. Purtroppo, come ormai è regola da queste parti, il contratto c’è e non c’è, indeterminato qui è una parola che non esiste, ma l’ambiente è tranquillo, si fanno riunioni di équipe, abbiamo il supporto di psicologi per i casi più difficili… insomma, tutto sommato, niente male.

Così racconta Marcello Licenziato, venticinquenne residente a Portici, vicino a Napoli, forte di ben tre attestati di Operatore Socio Assistenziale ottenuti con l’Istituto Cortivo per l’infanzia, i disabili e gli anziani.

Ho provato anche a lavorare con i bambini ma le vere soddisfazioni le ho trovate con i disabili. Non so perché, sarà per il mio carattere che mi spinge a mettermi sempre alla prova, ma con loro riesco a ottenere delle risposte veramente belle. I ragazzi mi vogliono bene e anch’io provo per loro comprensione e simpatia. Ho creato con i miei utenti rapporti di complicità che li spingono ad esprimersi al massimo delle loro potenzialità, a migliorare per quanto possibile. Attualmente ne seguo tre, tutti medio-gravi, molto diversi tra loro. Uno è tetraplegico ma ha un cervello che gira al massimo. Il secondo, al contrario, ha una fisicità perfetta ma notevoli problemi di testa. Il terzo, infine, soffre di sclerosi multipla, una brutta malattia che però affronta con ammirevole forza d’animo.

Sappiamo che hai fatto un’esperienza di lavoro con la Movida di Milano…

Sì, è stata una cosa bellissima. In quell’occasione ho scoperto un altro mondo dell’assistenza. Dovevo organizzare, assieme a tanti altri operatori provenienti da tutta Italia, un campo estivo per i ragazzi dell’Istituto Don Gnocchi in una struttura situata a Castione della Presolana, in provincia di Bergamo. E ho visto che a Milano tutto funziona. La sedia a rotelle, per esempio, è un diritto e arriva in pochi giorni. Non come da noi dove per ottenere qualsiasi cosa ci vuole un tempo infinito, che si può accorciare solo se si conosce qualcuno che può mettere una buona parola… Poi ho visto in azione gli operatori del Don Gnocchi: veri professionisti, che quando lavorano lo fanno con la mente, l’anima e il corpo. Per me è stato davvero un agosto fantastico, quello del 2006. Pensi che ancora adesso, è già passato un anno, mi sento ancora con tutti e trenta gli assistenti che erano con me e anche con molti degli assistiti. Abbiamo creato dei legami molto forti, e se gli impegni di lavoro me lo permetteranno, vorrei proprio tornarci. Mi piacerebbe anche rimanerci, in un ambiente come quello: c’è una mentalità diversa, non ci sono pregiudizi, ci si può esprimere meglio e raggiungere risultati che qui dove vivo non sono possibili.

Lavori anche per l’Istituto Cortivo?

Un paio di giorni la settimana, il lunedì e il sabato. Faccio l’Assistente Didattico presso il centro di Napoli. Seguo gli allievi, li consiglio sul corso di studi, li aiuto a trovare le strutture giuste per fare il tirocinio… faccio un po’ il segretario, mi piace perché mi fa sentire utile in un mondo come quello dell’Istituto Cortivo che da anni ho modo di apprezzare in tutti i suoi aspetti.

Cosa speri per il domani?

Un lavoro più sicuro, che mi consenta di programmarmi il futuro. Oggi mi ritengo fortunato perché ancora vivo in famiglia. Ma se dovessi fare una vita per conto mio, sarebbero dolori. Sto mandando curriculum in tutta Italia, ho anche l’esperienza di cinque anni come volontario di Pronto Soccorso, ho il diploma di maturità Artistica che mi consente di gestire attività di pittura e manipolazione, ho fatto un corso di animatore sociale grazie al quale ho imparato a organizzare varie iniziative, teatro, ecc., e conosco le tecniche del tai-chi-chuan. Le capacità non mi mancano, aspetto solo l’occasione giusta…