INTERVISTA A LUANA

"Sono sempre stata attratta dal mondo del sociale e, in particolare, dai bambini. Per questo – racconta con la sua giovane voce Luana residente a Cisterna di Latina in provincia di Roma – sin da ragazzina ho partecipato a diverse attività: facevo l’assistente nelle colonie estive anche con i disabili e, quando frequentavo il liceo classico, mi sono dedicata al volontariato in favore degli extracomunitari e dei disabili. Quindi, dopo il diploma, mi è venuto quasi naturale proseguire il mio cammino iscrivendomi all’Istituto Cortivo".

Quali specializzazioni hai scelto?

"L’infanzia, la disabilità e la multiculturalità. Le ho finite tutte e tre in circa un anno. Mi sono molto appassionata alle materie, le trovavo estremamente interessanti e formative e, spesso, le approfondivo facendo ricerche per mio conto. Ho ricevuto ottimi voti e i tirocini sono stati coinvolgenti dal punto di vista umano e mi hanno consentito di trasferire nella pratica le conoscenze apprese sui libri: dall’aprile al giugno del 2011 sono diventata a tutti gli effetti prima Operatore Multiculturale e poi OSA per l’infanzia e per la disabilità".

Poi ti sei messa a cercare un’occupazione?

"Certo, ho inviato un bel po’ di curricula e non ho dovuto attendere troppo una risposta positiva. Dallo scorso settembre, infatti, sto lavorando come assistente scolastica per conto della Cooperativa Sociale GOSC della mia città. Per questo primo anno ho trovato impiego in una scuola materna, ma, siccome la cooperativa gestisce l’assistenza scolastica anche in scuole elementari e medie, le sedi in cui lavorerò potranno cambiare. Ma va bene così, può essere l’occasione per accumulare altre esperienze".

Come è andato il primo anno di impegno lavorativo?

"Benissimo. Di mattina seguivo due bimbi disabili e, visto il buon rapporto che ero riuscita ad instaurare con loro, la coordinatrice mi ha chiesto se ero disponibile a darmi da fare anche di pomeriggio. Così per tre volte la settimana davo ripetizioni scolastiche a bambini e ragazzi stranieri e negli altri due giorni intervenivo in un centro per minori con disagi familiari. Quest’ultima attività mi è particolarmente piaciuta: con ogni utente bisognava rimettersi in gioco, mettere a punto una diversa tecnica di avvicinamento ed ogni piccolo successo era una grande soddisfazione".

Questa estate come l’hai trascorsa?

“Nei mesi estivi ho seguito le colonie estive del centro per minori: fino a fine luglio per tre giorni la settimana si andava al mare e gli altri due in piscina. Una bella esperienza!".

Cosa ti piacerebbe fare un domani?

"Ho solo ventuno anni appena compiuti e ancora non mi sono mai chiesta a fondo cosa vorrei fare nella vita. Per il momento mi va benissimo continuare su questa strada. Se invece vogliamo parlare di sogni, forse l’idea che mi entusiasmerebbe di più sarebbe proprio quella di aprire un centro per minori disagiati: vedo che riesco ad aiutarli, e questa è la cosa che conta di più".