INTERVISTA A LOREDANA VELNI

Loredana Velni, di Acerra in provincia di Napoli, dopo aver conseguito con l’Istituto Cortivo l’attestato di Operatrice Socio Assistenziale per l’infanzia, sta in questi mesi concludendo anche il percorso formativo come OSA per disabili.

"Ma non è finita qui – afferma – mi sono iscritta anche al corso per diventare amministratore di sostegno".

Sembra soddisfatta Loredana che, a 36 anni, è mamma di due bambini, una ragazzina di undici anni e un bimbo di cinque. La tua è una storia particolare: hai lavorato per anni nel settore amministrativo per poi iscriverti all’Istituto Cortivo. Ci puoi raccontare com’è andata?

"Subito dopo il diploma ho svolto tre anni di tirocinio in uno studio commerciale: erano fondamentali per potermi iscrivere all’albo professionale. A 23 anni mi sono sposata, poi ho avuto la bambina e, al suo ingresso alla scuola materna, ho ricominciato a lavorare. Sono stata responsabile contabile e del magazzino in un’azienda che commercializzava detersivi. Era un lavoro che mi piaceva e che svolgevo con competenza. Sfortunatamente, la ditta è fallita e siamo stati tutti licenziati. Non mi sono però persa d’animo, mi sono iscritta al collocamento e anche a molte agenzie interinali ma, purtroppo, cercavano ragionieri giovani, possibilmente senza impegni familiari. Insomma, a 32 anni, ero già considerata vecchia per il mercato del lavoro… Ho deciso così di cambiare completamente quadro di riferimento e mi sono data da fare su internet fino a quando sono approdata nel vostro sito. Mi ha incuriosito perché, nonostante mi piacesse fare la ragioniera, il mondo dei bambini mi attraeva molto, e così ho deciso di provare".

Come è andata?

"Bene, perché con l’Istituto Cortivo potevo studiare e dedicarmi alla famiglia senza troppi sacrifici. E poi sono stata avvantaggiata nello studio del diritto e delle normative, materie che già conoscevo. Mi è piaciuto anche il rapporto con i docenti, tutte persone in gamba. Devo dire che ho trovato molta serietà, anche quando mi sono rivolta alla sede centrale di Padova. Alla faccia di chi mi diceva di andarci cauta…".

In che senso?

"Sì, alcuni mi dicevano di non fidarmi di un corso trovato su internet. E invece è bene che si ricredano: ho persino fatto controllare a un avvocato il contratto stipulato con voi e, naturalmente, mi è stato assicurato che era tutto in perfetta regola".

Ci piace la trasparenza e anche essere al passo con i tempi: oggi internet consente di raggiungere e informare moltissime persone. Impossibile ignorare uno strumento che fa ormai parte della nostra vita… Tu sei un’altra testimonianza del fatto che le nostre scelte sono state giuste. Comunque racconta: com’è andato il tirocinio?

"Il primo l’ho svolto in una Casa Famiglia gestita dalla Fondazione Giuseppe Ferraro, la stessa struttura dove sto attualmente lavorando con un orario di quattro ore al giorno per tutta la settimana, ideale per i miei impegni di mamma. Lo stipendio non è un gran che, ma la gratificazione è tanta: io ed altre colleghe seguiamo a turno cinque bambini, di cui il più piccolo è una bimba di nove mesi e il più grande è un adolescente. Alcuni sono in stato d’affido e altri in via d’adozione. E’ bello occuparsi di loro, aiutarli a crescere, circondarli di calore umano…".

Hai anche svolto un secondo tirocinio presso una struttura che si occupa di riabilitazione e semi-residenzialità per disabili. Com’è andata?

"Molto bene. Alla fine dell’esperienza si sono complimentati con me e questo mi ha fatto capire che la mia è una formazione valida, che continua a crescere grazie alla pratica quotidiana del lavoro. L’attestato come OSA per disabili potrebbe tornarmi utile perché pare che la Fondazione Ferraro voglia avviare un centro riabilitativo per minori con handicap e quindi si potrebbero aprire nuove prospettive…".

Insomma, lo scenario è positivo…

"Sì, anche perché vorrei effettivamente guadagnare qualcosa di più: il nostro è un lavoro utile per la società, dovrebbe essere retribuito meglio, ma, qui al sud, per i servizi sociali vengono stanziati sempre pochi fondi… Comunque sono fiduciosa e la voglia di fare non mi manca. Il prossimo obiettivo è ottenere l’attestato come amministratore di sostegno, figura tra l’altro molto affine con la mia esperienza di ragioniera".

Sogni nel cassetto?

"Ho sentito parlare del progetto Baby Planet e l’idea di aprire un asilo nido tutto mio è davvero allettante… C’è poi un altro sogno che coltivo da tempo: quello di venire a Padova per partecipare ai vostri mitici seminari e credo proprio che quest’anno ce la farò. Leggendo gli articoli usciti su Incontri la sensazione è che si tratti di un’esperienza entusiasmante, da non perdere".