INTERVISTA A LINA DI PRIMIO

Sin da bambina avevo il sogno di lavorare con i disabili, di poter assistere chi aveva bisogno del mio aiuto. I casi della vita, però, non mi avevano permesso di raggiungere questo obiettivo in giovane età. Per motivi di famiglia ero stata infatti costretta a lasciare la scuola prima di ottenere il diploma di scuola media inferiore e, quando non avevo neanche vent’anni, mi sono sposata. Ben presto sono diventata mamma di due figlie e così, fra gli impegni di famiglia e il lavoro part-time di assistenza domiciliare agli anziani che facevo privatamente, non mi restava davvero il tempo per studiare. Dentro mi restavano però il rammarico per non aver potuto realizzare il mio desiderio e una gran voglia di poterlo fare, prima o poi.

Lina Di Primio, residente a Roma, ha saputo aspettare per anni e anni il momento giusto per realizzare il suo sogno, momento che alla fine è arrivato.

Il primo passo l’ho fatto nel 2000, quando sono finalmente riuscita a ottenere il diploma di terza media. Per il secondo, invece, ho dovuto aspettare sino al 2004 quando, attraverso una mia cugina, sono venuta a sapere dell’Istituto Cortivo e dei corsi per Operatore Socio Assistenziale. Non ero sicurissima di me stessa e quando ho avuto il colloquio con l’Informatore Didattico ho cercato rassicurazioni sul fatto che l’impegno non fosse esagerato. Mi ha risposto che ce la potevo fare, che il corso era impegnativo ma non difficile. Quando ho ricevuto i libri mi è venuto un colpo. Erano veri e propri testi su materie che non conoscevo per niente e io non ero più abituata a studiare. In quel momento mi sono resa conto che la cosa non era uno scherzo. Dovevo rimboccarmi le maniche e darci dentro se volevo riuscire. Ho avvisato i miei familiari che in casa si cambiava registro, che dovevano lasciarmi il tempo per seguire il corso, e sono partita. E qui viene il bello. Piano piano sentivo che mi stavo trasformando, che volevo farcela a tutti i costi. I primi esami sono andati bene e cominciavo a provare il piacere di riuscire, di arrivare per la prima volta, a quarant’anni, sino in fondo a un percorso di studi. Poi è venuto il tirocinio, la tesi finale per la quale non era sufficiente riempire alcuni fogli ma invece era necessario scrivere un lavoro corposo e approfondito, e infine il risultato: l’attestato di Operatore Socio Assistenziale per disabili, che ho ottenuto nel maggio del 2006.

Oggi lavori?

Sì, oltre a continuare il mio lavoro ‘storico’ di assistenza domiciliare agli anziani, da circa un anno per due pomeriggi alla settimana vado nello stesso Centro Diurno per Disabili Medio Gravi Accademia dove ho svolto il tirocinio. Mi piace moltissimo lavorare al Centro, facciamo attività di ogni genere, decoupage, giardinaggio, decorazione vetri, falegnameria e danza.

Cosa ti piace in particolare?

Sin dall’anno scorso amavo il laboratorio di danzaterapia. L’insegnante che avevamo non è tornato e da qualche settimana mi è stata affidata l’attività. È una responsabilità ma anche una grandissima soddisfazione. Lavoro con un gruppo di sette disabili, down, autistici e ritardati mentali dai 20 ai 45 anni. Mi rispondono bene, credo perché sentono che lavoro con piacere, che entro in empatia con loro. Balliamo per un paio d’ore, non di più perché si affaticano molto. I ritmi sono i più diversi, la bachata, la rumba, ma anche se non li seguono alla perfezione, l’importante è che si muovano e si divertano. Per loro ogni movimento è uno sforzo e allora li aiuto, li guido, balliamo in gruppo, ridiamo e vedo che migliorano, che percepiscono sempre di più il corpo e lo spazio, che rispondono agli sguardi e al contatto fisico. Bello, bellissimo. Di tutto questo oggi posso dire grazie all’Istituto Cortivo. È stata dura ma ce l’ho fatta, e spero che nel futuro mi si aprano sempre più opportunità per lavorare con i disabili, di fare del mio sogno di bambina una realtà concreta e positiva.