INTERVISTA A FABRIZIO RONCA

"Ho iniziato a lavorare molto presto nell’ambito della disabilità – racconta Fabrizio Ronca di Acquapendente, provincia di Viterbo, con attestato di Operatore Socio Assistenziale per i Disabili conseguito lo scorso aprile con l’Istituto Cortivo. A 17 anni facevo già l’animatore presso i campi estivi. Diciamo però che prima l’esperienza del tirocinio e poi il lavoro vero e proprio mi hanno consentito di verificare in modo più concreto le mie capacità professionali".

Quale percorso formativo hai scelto dopo il diploma di liceo scientifico?

"Mi sono iscritto a Scienze della Formazione ma, per problemi personali, ho dovuto accantonare per un po’ l’Università. E’ stato in questa occasione che ho deciso di iscrivermi all’Istituto Cortivo, un’ottima esperienza, che mi ha permesso di studiare e lavorare insieme e, soprattutto, di fare molta pratica, utilissima per chiunque si trovi a operare nel settore dell’assistenza ai disabili".

Raccontaci del tuo lavoro…

"Sono stato assunto dall’Associazione Onlus L’Orchidea e oggi presto assistenza presso una comunità alloggio per adulti orfani con disabilità medio-grave. Gli utenti sono sette mentre noi operatori siamo in cinque".

Cosa ti piace del tuo lavoro?

"Il contatto con le persone e poi i laboratori, il cui obiettivo è soprattutto quello di trasmettere nuovi saperi e nuove conoscenze, molto utili in particolare ai disabili che hanno capacità per potersi inserire nel mondo del lavoro. Quello che facciamo è organizzare attività finalizzate all’autonomia delle persone".

Puoi fare qualche esempio?

"Abbiamo laboratori di informatica e sull’uso del danaro. Io personalmente sono responsabile del progetto sull’orticoltura. Essendo nato in campagna, un po’ me ne intendo e avevo i miei nonni come supervisori. Quella dell’orto è un’attività che abbiamo programmato in due fasi: la parte teorica, riservata alle nozioni basilari sulle piante e sulle tecniche di coltura, e quella pratica, svolta direttamente sul campo…".

Come è andata?

"Una grande soddisfazione per tutti: chi si emozionava alla scoperta dei primi germogli, chi invece gioiva all’idea di cucinare gli ortaggi freschi appena raccolti… L’orto ha stimolato la nostra creatività, abbiamo inventato nuove ricette e riempito un sacco di vasetti con la nostra passata di pomodoro".

Una casa-famiglia molto attiva…

"Gli assistiti, con il nostro supporto, sono completamente autonomi, in grado di occuparsi di tutto, compresa la pulizia e la manutenzione della casa. L’anno scorso abbiamo persino restaurato i portoni esterni: li abbiamo smontati, scartavetrati e verniciati…".

Progetti per il futuro?

"Uno dei traguardi rimane la laurea. Dal punto di vista più professionale, invece, ho intenzione, assieme agli altri educatori della casa famiglia, di presentare un progetto alla Regione per ottenere i finanziamenti utili ad avviare un’attività di agricoltura biologica vera e propria: credo molto nel valore terapeutico dell’agricoltura. Sono convinto che per i disabili possa rappresentare un’ottima opportunità per vivere l’emozione di un contatto autentico con la Terra, nel rispetto della salute e dell’ambiente".