INTERVISTA A ENRICA ANGELA BATTAGLIA

"Mia figlia è una ragazza allegra e chiacchierona e come mamma ho fatto tutto il possibile perché potesse crescere in modo sereno. Per lei ho lasciato il lavoro di impiegata, mi impegnava per troppe ore, impedendomi di dedicarmi a lei come era necessario. Che avesse qualche difficoltà nello sviluppo ce ne accorgemmo in età prescolare. In tutti questi anni mi sono battuta costantemente perché le venisse garantito il meglio ed oggi la vedo ben integrata a scuola e in tutti gli ambienti che frequenta".

Questa è la storia di Enrica Angela Battaglia di Lomazzo in provincia di Como, ex allieva dell’Istituto Cortivo e, dal 2009, OSA per la Disabilità presso il Centro Polispecialistico San Giorgio specializzato in assistenza infermieristica e fisioterapica.

"Mi occupo di assistere le persone con disabilità permanente o temporanea a domicilio o a livello ambulatoriale. È un lavoro che non solo mi lascia il tempo di seguire la mia bambina, ma anche di stringere con i miei utenti e i loro familiari relazioni significative, dal profondo risvolto umano. Spesso chiedono specificamente di me perchè apprezzano le mie competenze e la mia sensibilità".

Affinata dalla tua esperienza di mamma…

"Indubbiamente: mi ritrovo spesso a rivivere momenti che conosco molto bene e questo mi aiuta a gestire con tatto situazioni a volte difficili, che richiedono empatia e capacità d’ascolto".

Quante ore lavori la settimana?

"Una trentina, in questo modo riesco a conciliare bene i tempi di lavoro con gli impegni familiari. Per dir la verità, terminato il corso OSA, mi sono arrivate diverse proposte di assunzione ma tutte da strutture che richiedevano turnazioni per me impossibili da gestire".

Come mai ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

"Per avere più strumenti da utilizzare come genitore. Non era facile trovare la soluzione adatta, ma, fortunatamente, la formula didattica dell’Istituto Cortivo mi ha permesso di studiare e prepararmi direttamente a casa, senza obbligo di frequenza. Ho fatto questa scelta anzitutto perché sentivo che l’affetto e l’amore non bastavano e poi perché stare tutto il giorno a casa, da sola, con i miei problemi, mi faceva impazzire. Oggi, grazie al lavoro, vivo una socialità più allargata, che va oltre gli orizzonti del quotidiano. Lavorare mi carica costantemente di nuova energia, riempiendo di significato la mia vita. Mi gratifica e mi riempie di soddisfazioni".

Senti che ti è stata utile la formazione come OSA?

"Sì, ho imparato molto, sia dal punto di vista teorico che pratico. Ho svolto il tirocinio in una Casa famiglia per disabili adulti. Ho potuto così conoscere da vicino una realtà positiva, bella, che mi ha permesso di guardare con più ottimismo al futuro".