INTERVISTA A EMILIA GAVRILITA

"Sono in Italia dal 2002 e abito a Torino – racconta Emilia Gavrilita che, con l’Istituto Cortivo, ha conseguito gli attestati di Operatore Socio Assistenziale per l’infanzia e i disabili mio marito lavorava nel vostro paese già dal 1999. Tutto faceva presagire che ci potesse essere una veloce ricongiunzione familiare ma poi, con le nuove leggi, tutto si è complicato e ho potuto regolarizzare la mia posizione solo nel 2007, dopo l’entrata della Romania nell’Unione Europea".

Ottenuta la regolarizzazione, Emilia ha potuto pianificare la sua vita e cercarsi un lavoro alla luce del sole. Parla benissimo l’italiano e nel cassetto ha un diploma di liceo scientifico a indirizzo industriale che, per la mancanza di protocolli in merito tra Italia e Romania, non è ancora riconosciuto nel nostro Paese.

"Purtroppo – dice – in Italia per poter lavorare spesso viene richiesto almeno il diploma di scuola media inferiore e per noi stranieri, magari anche laureati, è uno scoglio non da poco. Ora sto studiando per prendermi questo benedetto diploma".

Ci racconti come è andata l’esperienza con l’Istituto Cortivo?

"Cercavo una realtà che potesse formarmi come operatrice sociale e, dopo una ricerca su Internet ho trovato l’Istituto Cortivo. È stato semplice, mi sono messa in comunicazione con l’Istituto e ho parlato con l’informatore. Era la soluzione ideale: il corso mi lasciava libera di seguire i miei tempi, potevo chiedere degli approfondimenti quando ne avevo bisogno e mi dava la possibilità di cercare lavoro con un attestato che tutti considerano serio e affidabile. Non solo: ho trovato utilissimo anche il lavoro di ricerca territoriale per l’individuazione delle strutture per il tirocinio. In questo modo ho potuto conoscere meglio il territorio in cui vivo e fare una mappa dei servizi sociali presenti nella mia circoscrizione".

Dove hai svolto i tirocini?

"In un bellissimo asilo nido privato e in una comunità alloggio per disabili dove sono stata seguita con molta professionalità e dove ho potuto approfondire e completare le mie competenze".

Ora stai lavorando?

"Sì, lavoro per un’agenzia interinale come assistente familiare: mi sono state assegnate otto ore settimanali di assistenza presso un’utente pluridisabile di 47 anni, con un livello di autonomia veramente molto ridotto. Sono troppo poche, la signora ha un’invalidità riconosciuta solo al 75% e un reddito pensionistico bassissimo. Ultimamente l’ho aiutata a raccogliere tutta la documentazione necessaria per una maggiorazione della pensione. Il medico che doveva valutare la sua situazione mi ha anche fatto i complimenti per la mia professionalità e per la cura con cui avevo gestito l’intera pratica. In effetti la mia assistita avrebbe bisogno che le venisse riconosciuta l’invalidità al 100% o per lo meno che il Comune le assegnasse più ore d’assistenza, otto sono veramente poche, riesco a malapena a pulirle la casa e ad accompagnarla a qualche visita medica… Lei vorrebbe uscire, passeggiare, andare qualche volta al cinema… Sarebbe un suo diritto, ma il problema è sempre lo stesso, la mancanza dei fondi necessari per garantire ai più deboli una vita dignitosa".

Quindi lavori solo otto ore alla settimana…

"Sì, lo so, sono troppo poche per realizzare un vero reddito mensile… Adesso l’agenzia mi ha proposto altre 13 ore presso due coniugi: lui è affetto da Alzheimer e la moglie ha bisogno di aiuto per assisterlo. Sono ancora in prova, ma spero che possa andare tutto bene. Conosco bene la patologia, è una tematica che ho affrontato durante il tirocinio ed è stato anche l’argomento della mia relazione per l’esame finale con l’Istituto Cortivo".

Progetti per il futuro?

"Per prima cosa voglio terminare gli studi di scuola media e poi magari inizierò un nuovo corso formativo sempre nel campo dell’assistenza. Mi piace l’idea di continuare a studiare, si imparano tante cose e poi fa bene mantenere sempre il cervello in attività… Per il resto ho intenzione di continuare a lavorare nell’ambito dell’assistenza domiciliare: è un lavoro che mi piace e che ritengo di saper fare piuttosto bene".