INTERVISTA A ELISA PRETTO

"Da sempre sentivo una vocazione per le attività rivolte a chi ha bisogno – racconta Elisa Pretto di Schio in provincia di Vicenza – e per questo mi sono iscritta al liceo delle Scienze Sociali. La scuola è stata formativa, mentre la frequentavo ho potuto fare varie esperienze di volontariato nei grest estivi, nei doposcuola e come animatrice in un’iniziativa ludico sportiva dedicata a ragazzi ed adulti disabili. Sempre in quegli anni, mi è stata molto utile la partecipazione a un progetto che per due anni mi ha vista impegnata al fianco dell’educatrice per aiutare i disabili a raggiungere più alti livelli di autonomia nelle faccende quotidiane, nel rapporto con il denaro, negli spostamenti, ecc.".

Hai già fatto di tutto…

"E questo è solo l’inizio. Quando mi sono diplomata, infatti, ho deciso di iscrivermi all’Istituto Cortivo. Ho scelto il corso OSA per Disabili, in quanto era il settore che meglio conoscevo, e quello per l’Infanzia perché ho sempre coltivato una passione speciale per i bambini, ma anche perché immaginavo fosse un settore nel quale era più probabile trovare un’occupazione".

A che punto sei arrivata con gli studi?

"Per quanto riguarda la disabilità sto svolgendo proprio in questo periodo il tirocinio in una casa famiglia e in un Ceod che è una struttura stupenda, con disabili non gravi e un ventaglio di attività davvero meravigliose. Il corso di OSA per l’Infanzia, invece, l’ho già concluso alla fine del 2010. Avevo fatto il tirocinio in parte nella stessa casa famiglia che frequento adesso e in parte nel micronido ‘I Piccoli Angeli’, che alla fine mi aveva fatto anche una proposta di assunzione, rifiutata a malincuore perché in quel momento avevo altri progetti…".

Quali?

"Stavo valutando di trasferirmi in un’altra regione, ma, soprattutto, stavo maturando il desiderio di fare un’esperienza come missionaria".

Sei riuscita ad esaudirlo?

"Sì, lo scorso anno sono stata in Ghana, un’esperienza emotivamente molto coinvolgente. Probabilmente servirebbero interventi più lunghi, con più mezzi e più persone, per riuscire a conquistare la fiducia e a collaborare con la popolazione locale per costruire qualcosa di veramente utile. Insomma, sono rientrata con un po’ di amaro in bocca…".

Quando ci siamo incontrati al corso di impresa sociale ci avevi parlato di un progetto…

"La fattoria didattica! Già la scorsa estate io ed altre educatrici abbiamo organizzato un grest veramente diverso, all’aria aperta: avevamo la possibilità di utilizzare un maneggio e tutte le attività sono ruotate attorno ad esso, dalla vera e propria equitazione alla vita, alla dieta, alla pulizia del cavallo…tutto a contatto con animali e natura! Ha ottenuto un successone al punto che l’abbiamo ripetuto a settembre. Quest’anno si replica senz’altro per l’estate, ma il nostro progetto sarebbe di utilizzare la struttura anche d’inverno, quando si fa solo equitazione. Vorremmo avviare un baby parking al mattino per bimbi sotto i tre anni che ancora non vanno all’asilo e, nel pomeriggio, un doposcuola per ragazzini con vari laboratori, inglese, teatro e chi più ne ha più ne metta. E poi c’è un’altra recentissima novità, ma non voglio dirla a voce troppo alta, per scaramanzia".

Dai, racconta…

"Si tratta del micronido ‘I Piccoli Angeli’ con il quale avevo mantenuto un rapporto nel senso che mi prestavo a fare qualche ora quando era necessario. Ecco, proprio pochi giorni fa mi hanno chiesto se ero disponibile per una sostituzione di maternità. Dovrei iniziare a maggio, sperando poi in una continuità lavorativa. Speriamo bene, ne sarei felicissima, anche se il sogno più grande sarebbe lavorare a contatto con la disabilità o famiglie svantaggiate.