INTERVISTA A CARMELA SCARANO

"La mia prima esperienza di lavoro nel sociale risale al 1999 – ricorda Carmela Scarano di Solofra in provincia di Avellino – ed è stata una bella esperienza, che mi è rimasta nel cuore anche negli anni successivi, quando ho perso quell’impiego e ho dovuto andare a fare l’operaia".

Di cosa si trattava?

"Era un Centro Polivalente per Disabili gestito dalle ACLI. Nel corso della mattinata assistevo una bambina cieca durante le ore di scuola, mentre nel pomeriggio stavo con gli utenti del Centro, adulti di varie età dai diciotto anni in avanti sofferenti di diverse disabilità. È stato un periodo molto formativo, avevo acquisito tante capacità, ma dopo un anno e mezzo, per problemi economici della struttura, purtroppo ho dovuto lasciare".

Il desiderio di stare al fianco di chi ha bisogno, però, non ti ha abbandonato…

"No, il giorno stesso in cui sono entrata in fabbrica ho spedito il coupon all’Istituto Cortivo perché volevo ad ogni costo tornare a far parte di quel mondo. Mi sono iscritta nel 2000 e, dati gli impegni lavorativi e quelli di famiglia, ho due bambini che in questi anni sono diventati grandi, sono riuscita a concludere solo negli ultimi tempi, ma ce l’ho fatta: dal luglio del 2009 sono OSA per l’Infanzia e dal dicembre 2010 anche per i Disabili".

Brava, riuscire non è questione di tempo, ma di volontà…

"Sono riuscita a raggiungere il mio obiettivo, ma di questo devo ringraziare anche l’Istituto Cortivo. Frequentavo la sede di Avellino e trovavo sempre il tutor a mia disposizione, poi, durante i tirocini, in particolare quello per la disabilità al Centro Oltre L’Orizzonte, avevo il supervisore che mi aiutava, mi consigliava, mi spiegava come fare meglio le cose… L’altro tirocinio l’ho fatto in un asilo nido, L’Isola che C’è, ma con i bambini era più facile, anche perché ne avevo cresciuti due".

Dopo gli attestati cosa hai fatto?

"Dovevo ancora prendere ufficialmente il secondo quando, il 17 novembre 2010, sono stata chiamata dall’assistente sociale del comune di Montoro, un paese a neanche dieci chilometri da dove abito, a cui avevo inviato il mio curriculum, e il lunedì successivo ero già al lavoro: cinque ore di assistenza domiciliare a una signora con la malattia di Alzheimer, igiene personale, cura dell’ambiente di vita, ecc.".

Detto e fatto, perfetto, e poi?

"Poi la Cooperativa Sociale La Gazzella di Avellino, con la quale ho un contratto annuale, mi ha ridotto la quantità di ore a tre al giorno: un’ora e mezza con una signora affetta da Parkinson e altrettante con un’altra sofferente di sclerosi multipla. Mi piacerebbe poter fare qualche ora in più, ma non mi lamento troppo. Il lavoro mi piace, le famiglie mi fanno sentire utile, e questo mi basta".

Non hai qualche altra aspirazione?

"Se devo parlare di un sogno allora direi che mi piacerebbe lavorare nel nido di un reparto di pediatria: adoro i bambini, soprattutto i neonati, sarebbe bellissimo. Se, però, devo restare con i piedi per terra dico solo che sto inviando curriculum a tutto spiano, ma le risposte per il momento non sono certe. Speriamo che qualcosa cambi… Nel frattempo sono comunque contenta di tenermi ben strette le mie due vecchiette, così bisognose di attenzioni, di una parola, di un sorriso".