Intervista a Tiziano Pavanello

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“Mi sono diplomato perito aziendale e corrispondente in lingue estere nel 1981, ma non ho mai praticato un lavoro che corrispondesse a questo titolo – ricorda Tiziano Pavanello di Biandronno in provincia di Varese – perché subito dopo ho svolto il servizio militare e nei colloqui di lavoro che ho fatto quando sono tornato a casa venivo regolarmente superato da quelli freschi di maturità. Così mi sono adattato, ho fatto un po’ di rappresentanze intervallate da qualche impiego saltuario sino a quando ho incontrato un artigiano attivo nello stampaggio della plastica. Era una piccola azienda che però, nel tempo, è cresciuta molto: ci sono rimasto per 21 anni, passando da operaio a responsabile di magazzino. Era un bel lavoro, ma non mi soddisfaceva del tutto, volevo trovare una posizione più autonoma e ho deciso di rilevare un’edicola. Per i primi tempi tutto bene, poi con la crisi, che tuttora stiamo attraversando, gli affari sono scesi al punto da costringermi a chiudere. Avevo quasi cinquant’anni e mi sono rimesso a cercare lavoro, ma ero considerato troppo vecchio, trovavo solo porte chiuse nonostante avessi energia da vendere e tutta la più buona volontà. È stata mia moglie a consigliarmi di orientarmi di nuovo verso il sociale, e in effetti aveva ragione”.

Hai trovato una strada?

“Ho cercato in internet e ho notato le proposte dell’Istituto Cortivo, mi sono messo in contatto e, dopo una bella chiacchierata con l’informatore didattico, mi sono iscritto per due specializzazioni: Operatore Socio Assistenziale per Anziani e per le Dipendenze.

Hai avuto difficoltà a confrontarti con i libri dopo tanti anni?

“Assolutamente no, ho dato un esame al mese, facevo lo scritto on line e poi l’orale nella sede di Milano. Poi, quando è venuto il momento del tirocinio, la ricerca territoriale mi ha portato a varcare la soglia della Fondazione Residenziale per Anziani ‘Menotti Bassani Onlus’. Qui ho fatto pratica per tre mesi in un reparto non facile, con persone non autosufficienti, e devo dire che è stata una fortuna: in breve tempo ho potuto imparare davvero tanto. Tutte cose che ho riportato nella relazione finale, che è stata giudicata buona e che mi ha consentito di fare un esame finale ottimo”.

E dopo aver ottenuto l’Attestato?

Fra le materie che avevo studiato c’era anche psicologia e io volevo almeno in parte praticare anche questo aspetto dell’intervento. Ho mandato curricula un po’ dappertutto, sino a trovare ciò che faceva per me”.

Ovvero?

“Nel giugno del 2012 ho iniziato un periodo di prova con ‘Padanassistenza’, una cooperativa specializzata nell’assistenza a domicilio. Mi sono buttato a capofitto in questo nuovo impegno: niente ferie al mare, l’altra estate, ma tante persone da conoscere, tante situazioni da gestire. Mi piaceva sempre più aiutare gli anziani e i disabili, dare loro non solo servizi ma anche presenza e ascolto: mi ero avvicinato al mondo del sociale perché non “trovavo altro da fare” e adesso invece mi stavo innamorando di questa attività così soddisfacente sul piano umano”.

Sei ancora con ‘Padanassistenza’?

“Certo, già a novembre mi avevano assunto a tempo indeterminato e adesso è da un anno che ogni giorno faccio il giro delle case la mattina per alzarli e provvedere alla loro igiene, a pranzo per aiutarli a mangiare, la sera per metterli a letto. E poi tanti altri impegni tra cui i vari accompagnamenti”.

Quante persone gestisci?

“Otto fisse, in gran parte quasi autosufficienti, ci sono anche due ragazzi disabili. Con le donne pensavo che ci sarebbero stati più problemi, sapevo che solitamente preferiscono le operatrici femmine, e invece tutto è andato liscio, anzi, se non mi vedono si arrabbiano. Il fatto è che il lavoro non mi ha mai spaventato: se c’è una cosa da fare la faccio sempre nel miglior modo possibile, e questo è un atteggiamento che viene apprezzato; anche le assistenti sociali hanno una buona opinione di me!”.

L’altro corso, quello per le dipendenze, lo stai portando avanti?

“Certo, mi sto attivando per il tirocinio. È un settore che conosco perché ho frequentato come volontario un gruppo di ascolto in questo ambito. E poi faccio tante altre cose, il volontario con il gruppo degli alpini, il coltivatore nel mio pezzo di terra… non ho davvero il tempo per annoiarmi, e va bene così!”.