INTERVISTA A STEFANIA URSO

Il momento in cui mi sono sentita obbligata a decidere cosa volevo davvero fare nella vita è stato quando mi sono diplomata come perito chimico agrario. Avevo concluso gli studi, avevo in mano il famoso pezzo di carta, ma mi rendevo conto che non era quello il lavoro che volevo intraprendere.

È una situazione piuttosto comune quella in cui si è trovata Stefania Urso, allieva dell’Istituto Cortivo residente a Salsomaggiore Terme in provincia di Parma. Come tanti giovani, giunta alla fine delle superiori, si è trovata un po’ persa, con in mano un diploma non affine alle sue aspirazioni e tanta voglia di fare qualcos’altro. Ma cosa voleva fare Stefania?

Ero proprio indecisa. Non sapevo in che direzione andare e mi sono presa il lusso di circa un anno di aspettativa. Volevo verificare con calma quale poteva essere il mio ruolo in questa società.

E alla fine?

Ho trovato la pubblicità dell’Istituto Cortivo su una rivista e mi sono iscritta ai corsi per Operatore Socio Assistenziale, specializzazione disabili e anziani. Quasi contemporaneamente ho iniziato anche l’anno di servizio civile presso la Cooperativa Arcobaleno, dove mi sono confrontata con le più diverse disabilità. Adesso ho concluso il servizio civile e con l’Istituto Cortivo mi mancano solo tre esami. È da un po’ che sono ferma perché l’impegno del lavoro non mi lascia tempo per studiare ma conto di riprendere e di concludere al più presto. Ho già fatto però il tirocinio per i disabili, sempre con la Cooperativa Arcobaleno, è stato bellissimo, aiutavo gli utenti in vari modi, facevo animazione, li accompagnavo a equitazione e in piscina, li seguivo nelle attività. Ancora adesso mi capita di passare da loro, ed è ogni volta una forte emozione.

Quindi non lavori con la Cooperativa Arcobaleno…

No, da novembre scorso faccio assistenza domiciliare agli anziani con la Cooperativa Proges. Lavoro tutti i giorni, a turni, anche la domenica. Si tratta di persone allettate non autosufficienti che vivono in famiglia e il nostro compito è esclusivamente quello di fornire un servizio di cura alla persona. Sono abbastanza contenta ma non posso dirmi entusiasta di questo lavoro perché mi manca tanto il rapporto umano con l’utente. Abbiamo circa mezz’ora di tempo per ogni anziano e con tutte le cose che ci sono da fare non abbiamo materialmente il tempo di fare un po’ di conoscenza con queste persone.

Quindi devi ancora fare il tirocinio per gli anziani e poi, con l’attestato, cercherai qualcos’altro da fare che sia più vicino alla tua sensibilità?

In effetti sto aspettando l’occasione giusta per il tirocinio e poi vorrei ripartire con tutto l’entusiasmo che ho accumulato al seminario sull’animazione nel sociale organizzato a Padova dall’Istituto Cortivo.

C’eri anche tu?

Sì, mi interessava approfondire l’argomento animazione e ho colto l’occasione, davvero splendida. È stato bellissimo per le cose che ho imparato e per le persone che ho conosciuto. Penso anche di iscrivermi all’Associazione Istituto Cortivo, è una bella iniziativa che permette a tutti di partecipare in prima persona, di portare e confrontare idee e proposte e, possibilmente, di realizzarle.

Hai un sogno?

Da anni coltivo il desiderio di fare la missionaria, in India o presso un brefotrofio in Romania. Tempo fa ho anche adottato a distanza un ragazzina etiopica di 14 anni. È stata un’esperienza forte e significativa. Ecco, mi piacerebbe portare conforto a chi soffre di più nel mondo. I miei genitori, pur di vedermi contenta, sarebbero anche d’accordo, chissà se un giorno partirò davvero…