INTERVISTA A SETTIMIA MOBRICI

Settimia Mobrici di Pizzo Calabro (VV), Operatore Socio Assistenziale per anziani, disabili, e infanzia con attestato conseguito presso l’Istituto Cortivo, ci racconta la sua vicenda con l’entusiamo di chi ha finalmente trovato il suo percorso dopo tanti vani tentativi.

Con la parrocchia avevo sempre svolto attività nel sociale senza però capire che quella strada mi poteva anche riservare delle opportunità professionali. Per questo, dopo il diploma in ragioneria, mi ero lanciata in altre direzioni alla ricerca di un lavoro e di un futuro: frequentavo l’università, seguivo corsi di informatica, trovavo occupazioni saltuarie che inevitabilmente dopo un po’ mi deludevano… insomma era una ricerca alla cieca, e ne soffrivo.

E poi cosa è successo?

Un mio amico, che aveva frequentato i corsi dell’Istituto Cortivo, mi consigliò di iscrivermi, di provare a dare un altro indirizzo alla mia vita nel senso più adatto alla mia personalità e ai miei desideri. E fu così che entrai in contatto con un mondo che, senza saperlo, avevo cercato per tutta la vita. Mi misi a studiare d’impegno, le materie erano del tutto diverse da quelle che avevo già imparato ma ricche di talmente tanti stimoli positivi che non facevo fatica ad apprendere. Con tanta buona volontà ho portato a termine in breve tempo tre corsi.

Quale ti è piaciuto di più?

Quello per gli anziani, anche perché è stato quello che alla fine mi ha aperto anche una possibilità di lavoro. Il momento più importante è stato il tirocinio, durante il quale ho dato il meglio di me stessa. L’ho svolto nella Casa di Riposo Padre Vincenzo Idà, struttura gestita dalle Suore Missionarie per il Catechismo, dimostrando ogni giorno quanto potevo dare sia in termini di aiuto alle suore sia di assistenza agli utenti. Evidentemente il mio lavoro non è passato inosservato e, alla fine del periodo di tirocinio, mi è stata proposta l’assunzione, prima a tempo determinato e poi indeterminato.

Come ti trovi?

Benissimo, mi sento davvero realizzata. Sono l’unica operatrice della struttura e i miei compiti vanno anche oltre le faccende quotidiane. Seguo gli utenti dal punto di vista psicologico e morale, e trovo molta soddisfazione a farlo. Sono venticinque persone in tutto, sole e con tante patologie, demenze senili, Alzheimer, epilessia, Parkinson. È un’esperienza a 360° nell’universo della terza età, e la sto vivendo con molto entusiasmo. Ho scoperto che il mondo degli anziani è il mondo fanciullo e fiabesco di un tempo che rivive… Che seguire un anziano è come ascoltare una favola che racconta delle nostre radici, storie ed eventi che tornano alla luce, insegnamenti utili per le future generazioni.

Vedo che vivi con vera passione la tua attività…

Certo, sono molto vicina al mio lavoro, mi piace. Ci vado tutte le mattine ma alle volte, se c’è bisogno, dormo là, per stare vicino a chi ha bisogno di me, come se fossi un suo familiare. Lo faccio volentieri, amo vedere i loro sorrisi, sentire che mi vogliono bene.

Gli altri due attestati non ti sono serviti…

Non è vero, alcuni pomeriggi vado in una scuola materna dove organizzo giochi e attività con i bambini, e qui mi è molto utile ciò che ho imparato con il corso per l’infanzia. Gli studi sulla disabilità forse in questo momento non li sto usando più di tanto ma non si sa mai, la vità è lunga e una freccia in più al proprio arco può rivelarsi preziosa in ogni momento.