INTERVISTA A MAYRA ALEJANDRA VILLAVICENCIO GUZMAN

“Sono arrivata in Italia nel 2004, dove già viveva mia sorella e, da turista, il vostro paese mi fece un’ottima impressione. A quei tempi avevo 22 anni, ero laureata in ingegneria commerciale, lavoravo in Ecuador presso un’azienda e, nel tempo libero, frequentavo un corso biennale per infermiera ausiliaria”.

Già da questa breve presentazione si può cogliere lo spirito tenace di Mayra Alejandra Villavicencio Guzman, ecuadoregna, trasferitasi in Italia a Varallo, in provincia di Vercelli, nel 2008. Mayra è una ragazza che non si accontenta, è curiosa, affamata di cultura, sempre pronta a cogliere ogni opportunità che ritiene interessante per la sua crescita professionale e umana. Nel 2010 si è iscritta all’Istituto Cortivo e, lo scorso gennaio, ha conseguito il titolo di Operatrice Socio Assistenziale per gli anziani con ottimi voti.

“Quando sono venuta a vivere a Varallo ho trovato lavoro presso una coppia di coniugi. Mi trovo molto bene, sono diventati la mia famiglia, tra noi si è instaurato un solido rapporto di amicizia e fiducia reciproca”.

Quali sono le motivazioni che ti hanno condotto a iscriverti all’Istituto Cortivo?

“Il desiderio di migliorare le mie competenze. Il diploma di infermiera ausiliaria non è riconosciuto in Italia ma io, nel mio lavoro, voglio offrire il massimo. Iscrivermi al Cortivo significava mettermi ancora una volta in gioco, in un paese diverso. Avrei voluto frequentare un corso OSS ma era obbligatoria la frequenza, cosa per me impossibile visti i miei impegni lavorativi”.

Ti sei trovata bene?

“Molto, al punto che sto pensando a un’ulteriore iscrizione proprio al corso OSS dell’Istituto Cortivo. Importante è stato soprattutto il tirocinio presso Casa Serena, dove ho trovato un ambiente accogliente e disponibile e dove ho potuto partecipare a progetti particolarmente interessanti che andavano dal canto alla riabilitazione sino alle attività finalizzate alla crescita dell’autostima. Mi sono inserita bene anche nell’équipe e, quando il tirocinio è terminato, la direzione mi ha offerto un contratto a tempo indeterminato di otto ore al giorno…”.

Che tu non hai accettato. Come mai?

“Perché per me vale la parola data. Sono una persona che quando si assume un impegno lo porta avanti sino in fondo. Mi sento responsabile e mai e poi mai lascerei la famiglia che cinque anni fa mi ha accolto con amorevolezza. Mi si sono affezionati e so che contano sulla mia presenza. Comunque a Casa Serena continuano a dirmi che, se solo volessi…”.

Evidentemente trasmetti sicurezza e professionalità, merito anche del tuo eclettico percorso formativo…

“Che non è finito… Attualmente sono iscritta come privatista al quarto anno di scuola alberghiera. Ho dato gli esami del triennio con buoni risultati e, una volta preso il diploma, avrò colto due piccioni con una fava: avrò imparato a cucinare e mi sarò conquistata il titolo per iscrivermi all’Università. Mi piacerebbe laurearmi come Assistente Sociale…”.

Non ti fermi mai!

“Sono giovane, faccio sacrifici ma sono sicura che tutto mi potrà tornare utile: avrò le competenze per inserirmi in più ruoli nel sociale, se mi verrà voglia saprò come gestire un ristorante e, comunque vadano le cose, non sarà stato tempo perso: come minimo saprò prendermi cura delle persone che amo e portare in tavola buon cibo italiano, che apprezzo tantissimo”.

Insomma, l’Istituto Cortivo è stata una delle tue tante tappe…

“Sì, ma importantissima: non solo è stata l’occasione per apprendere cose nuove ma anche per conoscere persone, comunicare, fare un’esperienza che non dimenticherò mai. Dell’Istituto Cortivo mi piace soprattutto un aspetto: la sua è una formazione che mette al primo posto l’etica professionale. Chi lo frequenta non acquisisce solo strumenti e metodi per fare assistenza, ma impara anche a stare vicino alle persone con vero calore umano. E questo è un aspetto fondamentale per chi lavora nel sociale”.