INTERVISTA A MARIA DONATA GENTILE

Creare spazi per ricreare comunità: questo il progetto di fondo dell’associazione "Il Cammino di un Sogno" fondata con altri 25 volontari da Maria Donata Gentile che, ispirata da un profondo e autentico spirito cristiano, è una consacrata dell’Ordo Virginum.

"Ho preso i voti presso la Diocesi di Termoli e Larino e il mio superiore è il Vescovo. Molti ci definiscono suore laiche, ma io sono una religiosa a tutti gli effetti, sposata con la Chiesa".

Il tuo sguardo sul mondo è quindi più attento ai bisogni delle persone, anche quelli che la nostra società tende a considerare non primari… È così, vero?

"Vivo a Termoli, una città del sud che è molto cresciuta negli anni. Un tempo qui si incontravano la civiltà contadina dell’interno del Molise e la cultura marinara di un borgo peschereccio. La gente era abituata a stare molto insieme, a condividere, a trascorrere il tempo libero nelle case e sull’uscio. Gli uomini a chiacchierare, le donne a scambiarsi pensieri ricamando o lavorando all’uncinetto. Tutto questo contribuiva a tenere viva l’identità della nostra gente".

Raccontaci dell’Associazione: come è nata e quali sono i suoi obiettivi?

"Tutto è partito dai problemi di salute di mia madre: qualche tempo fa è stata colpita da tre ictus consecutivi e quindi ha dovuto trascorrere un lungo periodo di degenza in una struttura apposita. Ho potuto così verificare personalmente il livello di solitudine degli anziani o comunque di molte persone affette da patologie invalidanti, solitudine ed emarginazione che continuano anche dopo il ritorno a casa. Ne ho parlato con un medico che conosco e lui mi ha incoraggiato a dare vita a un servizio di volontariato concepito proprio per restituire alle persone il desiderio di vivere e di stare insieme con gli altri. Il nostro desiderio è aprire una Casa Albergo autogestita con l’aiuto dei volontari, dove organizzare momenti di incontro e vari laboratori finalizzati alla riscoperta e all’apprendimento di antichi mestieri, ma non solo. Molti, infatti, ci chiedono anche di poter imparare ad usare il computer".

È per portare avanti questo sogno che ti sei iscritta all’Istituto Cortivo?

"Sì, desideravo acquisire competenze professionali per garantire agli assistiti la massima professionalità. Ho conseguito l’attestato di OSA per gli anziani lo scorso dicembre, ma sono interessata anche al corso per disabili".

A che punto è il vostro progetto di aprire una Casa Albergo?

"È al vaglio della Regione. Se sarà approvato potremo chiedere i finanziamenti previsti dall’Unione Europea per il volontariato. Anche la Diocesi ci darà una mano: dovremo trovare una sede per la casa famiglia e attrezzare i laboratori con macchine per cucire, torni, utensili per falegnameria, computer, ecc.".

E nell’attesa di aprire la struttura come vi state muovendo?

"Svolgiamo volontariato utilizzando le case che le persone mettono a disposizione come punti d’incontro: è bello vedere come molti anziani e persone sole provano piacere a stare insieme, a scambiarsi capacità e competenze. Un esempio viene dalla mia mamma, ultranovantenne, che trova ancora motivo di vivere quando svolge in compagnia i piccoli lavori manuali che ancora riesce a fare. Il senso autentico di fratellanza si coltiva anche in questo modo, con lo stare insieme come valida alternativa alla solitudine, troppo spesso oggi uno spazio vuoto in cui gli anziani vengono lasciati e nel quale perdono pian piano il desiderio di vivere".