INTERVISTA A LORENZA RISTAGNO

"Quando ho iniziato gli studi di ragioneria – racconta Lorenza Ristagno di Serradifalco in provincia di Caltanissetta – l’ho fatto più che altro su suggerimento di mio padre, che vedeva in questa scelta le migliori opportunità di inserimento lavorativo, e poi perché molti dei miei amici avevano optato per quella scuola e mi piaceva l’idea di rimanere assieme a loro. Nel mio profondo, però, non ero convinta e, mentre proseguivo gli studi sino a diplomarmi, si faceva sempre più vivo e chiaro in me il desiderio di approfondire materie come psicologia e pedagogia e di dedicarmi a un’attività di assistenza attraverso la quale sentirmi più utile agli altri".

E l’hai assecondato?

"L’occasione l’ho avuta al momento dell’iscrizione all’Università e non l’ho persa. Nonostante le resistenze di mio padre che non capiva il motivo per cui volessi cambiare il corso dei miei studi, mi sono iscritta a Scienze dell’Educazione a Palermo. Sono resistita soltanto due anni: era durissima, perché avevo anche trovato lavoro come segretaria presso un commercialista e raggiungere la facoltà a Palermo mi richiedeva un viaggio di oltre tre ore all’andata e altrettante al ritorno. A un certo punto ho mollato, non potevo fare altrimenti".

Una delusione…

"Sì, cocente, mi sono ritrovata con un lavoro che non mi piaceva e nessuna prospettiva di cambiamento in vista. Un giorno, però, un’amica mi ha detto che c’erano dei corsi professionalizzanti per chi desiderava lavorare nel sociale, che ne aveva sentito parlare bene, ecc. Detto e fatto, mi sono messa in contatto con l’Istituto Cortivo e quando ho saputo dall’informatore didattico che avrei non solo potuto continuare a lavorare, ma anche frequentare la sede di Agrigento a solo mezz’ora da dove abito, mi sono iscritta a tre corsi, per Anziani, Infanzia e Operatore Multiculturale. Da quel momento la mia vita ha cominciato a scorrere dalla parte giusta: in tre anni ho ottenuto i tre attestati e da altri tre sto lavorando nella Casa di Riposo della mia città, la Padre G. Ingrao, la stessa struttura dove avevo fatto il tirocinio".

Ti hanno assunta dopo averti vista all’opera?

"No, è stato un caso. Quando ho fatto il tirocinio la gestione era affidata ad un’altra Cooperativa, ma poi avevo inviato il mio curriculum a varie realtà operanti in Sicilia, fra le quali anche la Cooperativa Sociale Progetto Vita. E quando proprio quest’ultima ha vinto il concorso per la Casa di Riposo Padre G. Ingrao mi hanno chiesto se volevo accettare il lavoro. Naturalmente ho detto di sì e dopo un mese di prova mi hanno assunto".

Quindi per altre vie sei tornata in un posto che già conoscevi…

"È stato emozionante ritrovare in veste di assistente i vecchietti che avevo incontrato da tirocinante. Anche loro sono stati felici di vedermi, si è ricreata immediatamente la bella atmosfera che ricordavo: è come una famiglia, con 24 anziani ai quali cerco di dare tutto l’aiuto di cui necessitano, sempre pronti a ricambiare le tue attenzioni con ringraziamenti e sorrisi".

Cosa vedi nel tuo futuro?

"Siamo arrivati quasi alla scadenza della convenzione triennale con il Comune, ma spero proprio che venga confermata: la Cooperativa Sociale Progetto Vita è un’ottima organizzazione, opera in Sicilia, ma anche nel resto d’Italia ed è estremamente corretta nei confronti dei dipendenti e degli utenti. Il nostro motto è: trattare bene gli anziani perché sono loro che ci danno il lavoro, e vi assicuro che lo teniamo ben presente in ogni momento, del giorno e della notte".